In questa sezione del museo puoi trovare le schede giocatori ed addetti ai lavori che hanno fatto grande questo sport.

Persone


Bertacchi Silvio

Arrivato a Milano a sei anni dalla natia Como, classe 1942, è un ottimo allenatore che sfortunatamente non è riuscito a sfondare definitivamente per raggiungere il successo che avrebbe meritato. La sua vita cestistica è un alternarsi di gioie e frustrazioni che spesso caratterizzano la carriera precaria dei coach.

Diplomatosi ragioniere, si impiega in una multinazionale e dopo poco tempo delude la famiglia licenziandosi per iscriversi all'ISEF, coltivando il sogno di occuparsi in modo totalizzante di basket. Una volta ottenuto il diploma di professore di educazione fisica, si dedica all'insegnamento presso istituti superiori milanesi e nel contempo inizia ad allenare.

Il primo incarico, nel 1967, è alla Novatese. L’ingaggio è di 15.000 lire mensili e qui forma un nucleo di bravi giocatori che si distingueranno successivamente nelle minors. Nel 1969 è ingaggiato dalla Standa femminile, come responsabile dell'attività giovanili, e che ha strappato al Geas monopolista da anni il titolo regionale juniores.

Non ha abbandonato la Novatese, che anzi porta dalla prima divisione sino alla serie D.

Silvio ha una attività frenetica, perché fa anche l’istruttore minibasket sia alla Ricca che al C.A.P. di Taurisano, ed allena, il Magenta femminile in sostituzione di Oscar Eleni, che ha preferito la carriera gionalistica per la Gazzetta dello Sport.

Nel 1971 Rubini porta Bertacchi al Simmenthal con l’intenzione di potenziare il settore giovanile. Qui, come collega, opera già Faina, alle dirette dipendenze di Sandro Gamba, e poco dopo entreranno altri nomi illustri del basket nazionale: Arrigoni, Cappellari e Roggiani. Bertacchi accetta, abbandonando Novate e tutti gli altri incarichi, gli vengono affidati gli allievi ed i giovanissimi nati nel 58 tra cui si sono i gemelli Boselli.

Dopo due anni di permanenza al al settore giovanile del Simmenthal, la Novatese lo ingaggia per la stagione 1973/74. Bertacchi accetta e guida la squadra neopromossa in serie B, conseguendo la salvezza. Colpo di scena nell’anno successivo 1974/75. Rubini decide di smettere di allenare e designa suo successore, alla guida della Innocenti Olimpia, Faina che chiede a Bertacchi di fargli da vice. Silvio ovviamente accetta. L’innocenti si classifica terzo in classifica.

Nella stagione 1975/76, la Novatese riaffida la squadra a Bertacchi per disputare il campionato di B, ma l’epilogo è amaro con retrocessione per quoziente canestri a favore dell’AusoSiemens. La Novatese si annette al CMB Rho, per cui Bertacchi allena il Gemm CMB Rho conducendolo in serie B, nell'annata 1976/77.

La stagione 1977/78 vede Silvio confermato all'Arvil CMB Rho in serie B, disputando addirittura la poule per l'ammissione in serie A2. Lascia Rho al termine della stagione per accasarsi a Busto Arsizio in serie B, dove nella stagione 1978/79 guadagna la salvezza ed è confermato anche per il 1979/80 ma a causa di una divergenza con un dirigente, si dimette dopo poche giornate.

Bertacchi nel 1980/81 viene ingaggiato dalla Necchi Pavia dove rimane sino al 1983, disputando globalmente tre ottimi campionati in serie B. Salto di categoria per Silvio che nella stagione 1983/84 allena l' American Eagles Vigevano in A2, succedendo al prof. Guerrieri. Putroppo l'annata non è delle più felici, i lomellini non adeguatamente attrezzati per disputare quel campionato, retrocedono. Nel frattempo Bertacchi decide di lasciare l’insegnamento e si dimette dal MIUR.

Nella stagione successiva (1984/85) si trasferisce alla Citrosil Verona in serie B, subentrando a Bruno Arrigoni, classificandosi a metà classifica. L'anno successivo, riconfermato, porta la Citrosil Verona alla promozione in A2, in una stagione trionfale con sole quattro sconfitte su trenta incontri. Confermato dalla Citrosil anche per la stagione 1986/87, la squadra partecipa al campionato di A2 ma retrocede.

Nell'anno successivo 1987/88 è alla Gorlese, in serie B2 dove sfiora la promozione in B1. L’anno successivo è a Casale Monferrato in B2, dove lascia in largo anticipo pur con la squadra in ottima posizione in classifica. La stagione 1989/90 vede Bertacchi alla guida del San Benedetto del Tronto in B2, mentre la stagione successiva 1990/91 è a Cagliari in B1, dove malgrado la squadra si trovi nelle posizioni di vertice, dà le dimissioni a gennaio per incomprensioni con alcuni giocatori e la mancanza di tutela da parte del Club.

Nel 1991 si apre l'era Bertacchi a Legnano in serie C1 dove conduce la squadra a disputare tre buoni campionati di vertice. Nell’estate 1994 decide di smettere di allenare ed assume il ruolo di consulente sportivo della Sangiorgese per un paio di stagioni per poi chiudere definitivamente.

Silvio Bertacci ha allenato complessivamente per 27 anni, di cui uno in A1 (come vice) e due in A2. Le sue squadre sono state promosse sei volte e retrocesse in tre occasioni.

Silvio non segue più il basket, ma coltiva sempre la passione per l’ippica. All’Ippodromo di S.Siro gli hanno dedicato una targa: “Grazie Silvio per il contributo che hai versato all' U.n.i.r.e. (Unione nazionale incremento razze equine) in tutti questi decenni".

Una formazione giovanile del Simmenthal targata Bertacchi: nella foto Giampaolo, Lorenzini. Madini, Bergamaschi. Montagna. Silvio Bertacchi (allenatore), Chittolina, Pirovano, Bernardini, Ferrario, Massimo Bianchi, Cardinali.

Silvio Bertacchi (vice allenatore), Filippo Faina  (coach) e Paolo Bianchi durante un time out