In questa sezione del museo puoi trovare le schede giocatori ed addetti ai lavori che hanno fatto grande questo sport.

Persone


Andolfo Basilio Lorenzo

Basilio Lorenzo (nome) Andolfo (cognome), anche se per tutti è semplicemente Basilio, è stato un elemento fondamentale del mondo “Simmenthal”, pur essendo sempre rimasto sconosciuto al grande pubblico ed anche alla stampa. E’ stato l'Amministratore (oggi diremmo il Direttore Amministrativo) del Club per un ventennio durante la gestione Bogoncelli, di cui è stato la vera “longa manus”  in società.

E’ nato a Pozzonovo (Padova) il 6 Agosto 1939, ma i suoi erano già residenti dal 33’ a Milano, dove poi Basilio vi sarebbe giunto nel ’45 a fine guerra.

Da ragazzino, nel tempo libero, andava nell’oratorio frequentato anche dall'avv.Verdesca (notissimo personaggio del basket milanese, che avrebbe fondato successivamente una delle minor milanesi, l'Urania) ed è stato proprio Verdesca che lo portò ad assistere ad alcune partite dell’Olimpia alla Forza e Coraggio di Via Gallura.

Il basket però era lontano dagli interessi del giovane Basilio, che del tutto casualmente ottenne il primo impiego, a soli 15 anni, alla I.P.A., una società di prodotti alimentari di proprietà di Bogoncelli, avendo come capo-ufficio nientemeno che il campione Sergio Stefanini. Questo fatto lo avvicinò al mondo della pallacanestro, ma solo come tifoso (caso più unico che raro di uno che invece di parlare male del proprio capo, la domenica lo andava addirittura ad applaudire).

Erano anni di sacrificio per il giovane Basilio che affiancava alle ore di lavoro (sabato mattina, incluso) l’impegno serale del liceo scientifico, ma che hanno forgiato la sua determinazione in quello che fa.

Nel 1961 la patria lo chiamò per il servizio militare, e pertanto tornò in I.P.A. solo a metà 1962 proprio quando si verificarono grossi screzi in Olimpia, nel frattempo sponsorizzata Simmenthal, tra Rubini e il G.M. Casati, a cui seguirono le dimissioni di quest'ultimo (e relativa segretaria).

Casati (in quella posizione da diversi anni) era un  professionista di prim'ordine e sarebbe poi andato alla Pallacanestro Varese per poi traslocare (rimanendo in orbita Borghi) nel mondo del ciclismo e successivamente nel calcio, sempre ottenendo ottimi risultati.

In Olimpia, di conseguenza, l’ufficio amministrativo/organizzativo rimaneva completamente sguarnito, per cui Bogoncelli aveva la necessità di metterci una pezza con effetto immediato, e la scelta non poteva che essere una persona di fiducia, subito disponibile, giovane (sotto tutela diretta di Bogoncelli), a cui delegare via via le varie incombenze.

E il giovanotto scelto, su indicazione di Stefanini, fu proprio Basilio, traslocato d’autorità dalla I.P.A. alla Olimpia basket.

La divisione degli incarichi fu netta: a Rubini tutta la parte tecnica con l’ausilio di Gamba, i rapporti con la stampa e quelli con i giocatori e tecnici dello staff. A Basilio la parte amministrativa, la logistica, i rapporti con la Fip e Fiba, oltre a curare l'organizzazione delle trasferte e delle partite interne (da segnalare che a soli 27 anni organizzò, nel 1966, le finali di Coppa Europa a Bologna, poi vinte dalla Simmenthal!)

Pertanto dalla stagione 1962/63 Basilio cominciò a frequentare la sede dell’Olimpia in corso XXII Marzo al 4 (solo due anni dopo, 4 Ottobre 1964, il club si trasferì in Via Caltanissetta in una palazzina di proprietà dei signori Sada titolari delle industrie Simmenthal SPA).

Il ragazzo è in gamba ed in breve tempo assume pienamente la responsabilità del ruolo perché come ricorda lo stesso Basilio, all'inizio - di fronte a qualsiasi grana - lui chiamava in continuazione il “capo” il quale gli rispondeva quasi sempre con un laconico “pensaci tu”, che era una sua maniera per dimostrargli fiducia e stimolarlo a dare sempre il meglio di sé. Insomma, Basilio era l'ometto dietro la scrivania a fare un lavoro oscuro, lontano dalle luci sfolgoranti del Palalido, ma strategico ed altrettanto importante.

Per esempio, Basilio ogni anno compilava una lista di tutti i tesserati e insieme a Bogoncelli dava una valutazione economica a ciascuno. Tale valutazione era poi la base di partenza nelle trattative di cessione e/o acquisto degli atleti. Trattative che, oltre ad una certa cifra, erano condotte esclusivamente da Bogoncelli (vero padre-padrone), con Rubini e Basilio che si limitavano a dare assistenza tecnico-operativa.

Anche Basilio è una figura carismatica e pertanto, anche se (all'inizio carriera) è più giovane dei campioni con cui si confronta, gode di rispetto e simpatia da parte di tutti.

E' l'amico che tutti aiuta e Bill Bradley ricorda ancora pubblicamente che la prima volta che andò a vedere un'opera lirica fu grazie a Basilio che lo accompagnò alla Scala per assistere al “Rigoletto” .

Aveva una sua filosofia nel lavoro: "Gli interessi del Club devono essere preminenti, ma si deve sempre trovare il modo di tutelare le esigenze dei singoli, giocatori, tecnici e dirigenti". Di questo modo di operare, Basilio ne è ancora oggi orgoglioso, anche se ovviamente, non essendo il proprietario, ha dovuto talvolta subire operazioni non condivise cercando però di smussare i punti di frizione più rilevanti.

E di questa sua disponibilità ed intelligenza, condita da una innata simpatia, tutto il mondo cestistico del tempo gliene ha sempre reso merito

Gli anni passano, l'amicizia di Basilio con Rubini diventa inossidabile tant'è vero che Basilio è l'unico che si permetteva di prenderlo bonariamente in giro con lui presente, che immancabilmente con un mezzo sorriso replicava con un “ma va in mona!”

I due, insieme, creano anche un’attività commerciale, la "All Basket", che vendeva maglie, calze, tute e scarpe (le Converse, in particolare, erano distribuite solo da loro). Primo magazzino della società, lo scantinato della palazzina di Via Caltanissetta.

Nel 1973 la famiglia Sada si sfila dal basket, arriva lo sponsor Innocenti che impone i colori bianco-azzurri e poi nel 1975 va in crisi nera e abbandona il basket. Per Bogoncelli le cose si sono complicate perché nel frattempo il basket è aumentato enormemente in popolarità ed i costi sono cresciuti a dismisura. La vicenda Ferracini ne era stata una chiara dimostrazione.

In un'epoca di crisi, l'armonia in casa Olimpia non è più granitica e Basilio è testimone delle discussioni garbate ma accese tra Rubini e Bogoncelli, con quest'ultimo che testardamente vende ogni anno un giocatore simbolo proprio per risanare il bilancio.

Sono anni difficili, Rubini smette di allenare nel 1974, rimanendo nel club con compiti di supervisione tecnica e manageriale.

Nel 1976 avviene il divorzio di Rubini dall'Olimpia, per andarsene in Federazione. Per Basilio l'impegno con la "All Basket" è diventato sempre più pressante e lo assorbe maggiormente per cui rifiuta di assumere la carica di GM facendo presente a Bogoncelli la necessità di prendere una persona che non venisse dall’esterno, suggerendo il nome di Cappellari, ma garantendo il proprio impegno ad affiancarlo almeno per il periodo iniziale.

Conseguentemente il ruolo di Basilio via via si assottiglia e nel 1978 Bogoncelli assume il coach Peterson, per completare il rinnovamento tecnico ed organizzativo del club.

Basilio comprende che le strade devono dividersi e nella stagione 1979/80 lascia l'Olimpia ed il mondo del basket, trasferendosi in Via Anzani con la sua “All Basket”.

Bogoncelli venderà la squadra nel 1981 alla famiglia Gabetti. Tutta la vecchia guardia degli anni Simmenthal è fuori, altri personaggi sono pronti a creare altri anni di leggenda delle scarpette rosse e ad entrare nella storia del club.