In questa sezione del museo puoi trovare le schede giocatori ed addetti ai lavori che hanno fatto grande questo sport.

Persone


Tillman James Jim

James (Jim) Tillman, ala-pivot dalle eccezionali doti atletiche, è stato un elemento fondamentale nel Simmenthal di Cesare Rubini nel biennio 1968-1970.
Nato a Rockingham nel Nord Carolina il 19 agosto 1946 ma trasferito sin da piccolo a Brooklin, sin dai tempi della Automotive High School e dei tornei estivi della città divenne famoso per i confronti con il quasi coetaneo Lew Alcindor (diventato poi Kareem Abdul Jabbar). Nel 1964 fu reclutato dalla Loyola University di Chicago che solo un anno prima aveva conquistato uno storico titolo NCAA sotto la guida di coach George Ireland.
Dopo i primi due anni di apprendistato (nel primo non giocò nemmeno), esplose nel 1966/67 risultando uno dei migliori realizzatori della NCAA (chiuse a 24,7 punti di media), andando in due occasioni sopra quota 40 e guadagnò la nomina nel quintetto All American. Nel suo anno da Senior la media punti scese a 17,7 (con anche 8,1 rimbalzi) ma i Loyola Ramblers riuscirono a qualificarsi per le fasi finali del Torneo NCAA, dove furono eliminati dall'università di Houston forte di un altro fenomeno come Elvin Hayes.
Nelle 73 partite della sua carriera universitaria segnò 1168 punti e catturò 564 rimbalzi; queste cifre gli valsero la chiamata NBA al quinto turno dei Draft 1968 da parte dei Chicago Bulls. Tuttavia, su suggerimento del suo agente, la sua prima destinazione da professionista fu l'Europa.
Sopperiva ad un'altezza di soli 194 cm e a un incompleto bagaglio di fondamentali con una straordinaria abilità di salto, la sua prerogativa vincente: non solo poteva saltare alto, ma lo faceva così rapidamente da battere praticamente sempre il proprio avversario sia a rimbalzo che nelle soluzioni di tiro ravvicinato.
Lo staff milanese vide in lui l'ala forte ideale e complementare a Massimo Masini per presidiare l'area del Simmenthal. Disposto a giocare post e lasciare al 'Maso' le soluzioni preferite dal mezzo angolo e in movimento, Tillman fu particolarmente prezioso nella prima stagione, quando anche il suo atteggiamento risultò positivo: lo staff cercò di accoglierlo al meglio, anche perchè Jim fu il primo 'colored' della storia del Simmenthal; rimase sorpreso che Rubini gli parlasse, perchè nei suoi anni al college, coach Ireland si rivolgeva solo ai giocatori bianchi. Nel 1969/70 il suo comportamento dentro e fuori dal campo subì un brusco cambiamento: il suo presunto protagonismo fece cambiare la considerazione che la squadra aveva su di lui e il suo stile di vita irregolare si ripercosse anche sul suo rendimento in campo, specie per i cali drastici nei minuti conclusivi delle gare.
Nel suo biennio milanese i numeri furono tuttavia dalla sua parte: fu sempre il migliore rimbalzista (490 rimbalzi in 44 partite) e stoppatore (150 di cui 85 nell'anno d'esordio), nonchè tra i primi realizzatori con 349 punti nel 1968/69 e 462 nel 1969/70 (8° assoluto della Serie A). Fu un ottimo protagonista dei quattro derby di campionato (più due del Trofeo Lombardia) vinti dal Simmenthal sull'All'Onestà, ingaggiando duelli spettacolari con Joe Isaac (di cui era molto amico); i 27 punti della stracittadina del 23 marzo 1968 (vinta 85-61) sono il suo 'high' con la maglia del Simmenthal).
Al termine della prima stagione fu convocato per la partita celebrativa organizzata dall'Ignis Varese a Masnago il 29 aprile 1969, assieme ad altre 'stelle' straniere (Burgess, Isaac, Schull, Korac e altri), per festeggiare lo scudetto varesino dopo cinque anni di digiuno.
A metà del campionato 1969/70, con l'Ignis già in fuga (che avrebbe rivinto lo scudetto con Aza Nikolic in panchina) e senza lo sfogo delle coppe europee, Rubini l'avrebbe 'tagliato' volentieri se solo il regolamento l'avesse consentito.
Dopo il secondo posto consecutivo, Tillman non venne confermato. Lasciata la casa fuori milano e la Ferrari verde pistacchio (che aveva preso al posto della Fiat 124 di servizio, martoriata dalla scarsa capacità di Jim a usare il cambio manuale), Tillman e la moglie Paula si trasferirono in Francia. Il suo sostituto fu Art Kenney, con il quale era stato protagonista di una furiosa rissa in un torneo prestagionale dell'anno precedente a Ragusa e che incarnava quello spirito combattivo che Rubini e Gamba avevano identificato per colmare il gap con i campioni varesini. A lui fu anche destinata la famigerata Fiat 124...
Al termine della sua troppo breve carriera, Tillman è diventato camionista, lavorando con passione per oltre trent'anni fino a fondare nel 2002 una sua compagnia di trasporti assieme ai figli. E' deceduto il 6 marzo 2009 a Valparaiso (Indiana) a causa di un tumore alle ossa. L'anno prima "Ajax" (come era soprannominato ai tempi per la sua capacità di 'pulire' i tabelloni) era stato nominato nel miglior quintetto della decade '60 dalla sua alma mater, ricevendo l'onorificenza nel corso di una partita alla 'Gentile Arena'.

Jim Tillman (42) al suo ultimo anno alla Loyola University nella stagione 1967/68

Tillman in Simmenthal - Oransoda Cantù nella stagione 1968/69

Tillman e Raga

Raga, Papetti, Rusconi e Tillman

Formazione del Simmenthal 1969-70: Giorgio Giomo, Giorgio Gaggiotti, Giorgio Papetti, Renzo Bariviera, Massimo Masini, Mauro Cerioni, Jim Tillman, Giuseppe Brumatti,. Giulio Iellini, Sandro Riminucci (cap.). Cesare Rubini (Allenatore), Angelo Cattaneo (Massaggiatore)