In questa sezione del museo puoi ripercorrere la storia del basket italiano dalle origini.

Storia


Quella primavera 1965 in via Caltanissetta (storica sede del Simmenthal)...

Nella primavera 1965 si concluse il campionato di serie A con il Simmenthal Olimpia Milano trionfatore, avendo subito una sola sconfitta mentre i rivali della Ignis si erano dovuti arrendere per ben quattro volte .

Capocannoniere del torneo era risultato Paolo Vittori (Simmenthal) con la media di 25,5 punti partita, inserito anche dalla stampa internazionale tra il quintetto dei migliori giocatori europei della stagione.

La Federazione aveva autorizzato, nel frattempo, le società a tesserare un giocatore straniero per la stagione 1965/66 e quindi era partita la “caccia”.

Il Simmenthal, più organizzato di altre, rivolse la sua attenzione a Clyde Lee, una forte ala, ma tale tentativo fu infruttuoso perché il giocatore ambiva ad essere tesserato nella NBA.

Pertanto la società rivolse le sue attenzioni ad altre pedine, tra cui Doug Moe, guardia/ala di 1.96, gran tiratore che era uscito dall’Università da un paio di anni, subito ingaggiato dai professionisti e poi - prima ancora dell’inizio del campionato NBA - inserito in una black list perché coinvolto, seppur in modo indiretto e trascurabile, in un tentativo di aggiustamento di una partita universitaria. Moe era un ottimo giocatore, ma in quel momento “fermo” e senza alcuna prospettiva NBA, per cui costituiva indubbiamente un ottimo affare.

Moe arrivò a Milano il 7 Maggio 1965, fu schierato subito in una amichevole a porte chiuse con Cantù e destò un’ottima impressione. 

Al termine di una settimana di provini, Rubini però si convinse che il giocatore era un doppione di Vittori e pertanto venne contattato il Petrarca Padova per segnalare l’opportunità di prendere l’asso americano. Il Petrarca - che aveva ingaggiato nel frattempo un giovane coach slavo che peraltro avrebbe lasciato il suo nome nella storia del basket europeo, Aza  Nikolic - non si fece sfumare l’affare ed infatti il duo Moe-Nikolic portarono nel 1965/66 il Petrarca ad uno storico terzo posto in campionato, con Moe capocannoniere.

E tra parentesi occorre segnalare che il Simmenthal in quella stagione perse tre partite, una delle quali fu, non a caso, a Padova.

Rubini si convinse nel frattempo che non sarebbe stato saggio lasciare il giovane Masini da solo sottocanestro a contrastare i pivottoni Usa in arrivo. E conseguentemente fece ricercare, tra gli usciti dalle università Usa, atleti alti due metri o più, ala o pivot.

Milano contattò diversi giocatori, tra cui Jim Washinton (provinato anche dalla All’Onestà il 21 giugno), Joe Isaac (che successivamente verrà ingaggiato dalla All’Onestà), Gowen (poi tesserato a Napoli).

La ricerca continuava quando arrivò la notizia di un serio infortunio a Vittori, il 25 maggio, occorso con la maglia della nazionale a pochissimi giorni dell’inizio dei campionati europei a Mosca, dove per l’appunto il forte atleta non poté mai essere schierato.

La Nazionale, giunta quarta, tornò in Italia il 12 giugno. Circa un mese dopo, il 18 luglio, sbarcò a Malpensa Skip Thoren. Il giocatore, pivot di 2.08, si confermò di ottima caratura e le cose sembravano procedere bene quando inaspettatamente e clamorosamente, il 24 luglio Vittori venne ceduto all’Ignis Varese.

La ragione ufficiale fu di aver aderito ad una specifica richiesta del giocatore, a cui era stata offerta dai varesini una generosa remunerazione. Rubini dichiarò testualmente alla stampa “..non sarebbe stato giusto negargli di farsi una posizione visto che l’Ignis gli ha offerto la rappresentanza per Gorizia (sua città natale, n.d.r.)”.

Gli addetti sapevano però che patron Bogoncelli, con la più assoluta e ferma contrarietà di Rubini, meditava da qualche tempo di vendere la sua stella, per esclusive ragioni di bilancio, per cui al giocatore (che aveva anche qualche remora nell’accettare le offerte varesine) non fu affatto presentata una contro-offerta. La cessione prevedeva lo scambio con Vatteroni, Ossola e Toto Bulgheroni ma il trio venne immediatamente “girato” da Bogoncelli alla All’Onestà, in cambio di quattrini senza alcuna contropartita tecnica. Questo dimostra l’estrema capacità ed acume del G.M. Rico Garbosi, il quale riuscì ad evitare di coinvolgere nella trattativa due promettenti suoi ragazzi che nel giro di quattro anni sarebbero addirittura approdati in nazionale: Marino Zanatta e Eligio De Rossi.

Il 27 luglio Thoren ripartì per gli Usa, dopo aver firmato il contratto con Bogoncelli. Ritornò in Italia il successivo 26 agosto per indossare la magica canottiera rossa e per conquistare in quella stagione lo scudetto e la Coppa dei Campioni (non solo la prima nella storia della società, ma anche nella storia dell’italico basket).

Petrarca Padova nella stagione 1965/66

Nikolic con l'Ignis Varese. Nella foto Jones in primo piano.

Skip Thoren