In questa sezione del museo puoi ripercorrere la storia del basket milanese dalle origini.

Storia


Il Mc Donald's Open 1987 a Milwaukee

Nel 1986, la FIBA aveva iniziato a valutare l'idea di proporre al CIO di aprire il torneo di basket olimpico ai giocatori professionisti in occasione dei Giochi di Seoul; la mozione però non ebbe sufficienti voti per essere approvata. La collaborazione tra NBA e FIBA prese il largo, con l'obiettivo comune di far crescere globalmente la notorietà del gioco; così il progetto del Torneo Open, una volta ottenuta dallo sponsor la debita copertura (si dice di un budget superiore al milione di dollari di allora), fu dato alla luce.
La NBA era disposta a ospitare l'evento presso "The Mecca" a Milwaukee (impianto al suo ultimo anno 'di servizio' prima di essere sostituita dal Bradley Center), e anche la FIBA aveva un buon asso nella manica: coach Aleksandr Gomelski, leggendario coach dell'URSS, era già abituato a portare la sua Nazionale in tour negli Stati Uniti per affrontare le migliori squadre della NCAA (come Indiana e North Carolina) perchè credeva nella crescita affrontando i migliori giocatori del mondo. 
Il terzo invito fu speso per la Tracer Milano, una delle più grandi squadre di club della decade, campione europea in carica e fresca vincitrice della Coppa Intercontinentale proprio sul parquet del PalaTrussardi.

I Milwaukee Bucks all'epoca erano stabilmente tra le prime quattro squadre della Eastern Conference; nel playoff precedente avevano raggiunto per l'ottavo anno consecutivo la semifinale di conference, battuta ancora una volta dall'avversario più temuto di sempre: i Boston Celtics. A pochi giorni dall'inizio della stagione regolare 1987/88, la squadra di coach Del Harris si è presentata all'appuntamento dell'Open in una formazione non ancora ottimale; assente la star Sidney Moncrief a causa di un infortunio, l'altro uomo-franchigia Junior Bridgeman aveva appena annunciato il ritiro, mentre erano ancora ai box John Lucas, Jay Humphries e Ricky Pierce per non risolte vicende contrattuali. 
L'URSS, vice campione europea dopo la finale persa ad Atene nel giugno precedente, schierò la formazione migliore (al netto del grave infortunio ad Arvidas Sabonis) nella configurazione ancora 'unita' con l'emergente gruppo di lituani (Khomicius, Kurtinaitis e soprattutto Sarunas Marciulonis destinato a diventare una stella in NBA) a gestire il reparto dei piccoli in collaborazione con l'estone Sokk e il lettone Valters, mentre il pacchetto-lunghi era di marca moscovita con Belostenny, Pankrashin e Tarakanov così come l'efficace ala forte Sacha Volkov.

Milano, considerata ovviamente la 'cenerentola' della manifestazione ma anche l'unica già rodata da diverse gare di campionato, poteva contare sull'ulteriore stimolo d'orgoglio di Bob McAdoo (intenzionato a farsi rimpiangere dalla lega che lo aveva visto tra i migliori realizzatori degli anni '80) e di Rickey Brown voglioso di ripetere le performance statistiche e d'impatto delle prime uscite della stagione. Una 'voglia' che si sciolse ben presto non appena alzata la prima palla-a-due del torneo: i Bucks di Paul Pressey e Charlie Davis chiusero il primo periodo 37-15 preludio di una gara a senso unico, ma i milanesi cambiarono rotta e vendettero cara la pelle. Con un'indigesta difesa a zona (proibita ai tempi nella NBA), qualche pallone rubato da D'Antoni e l'impegno di Brown sotto le plance, la Tracer iniziò una lenta ma proficua rimonta fino al 109-100. Il cedimento finale non impedì a Milano di raccogliere numerosi applausi, molti dei quali per Robert Allen McAdoo, autore di 37 punti, seguito dai 26 di Rickey Brown e dalla tripla doppia di Mike D'Antoni con 16 punti, 11 assist e 10 recuperi.
La discreta performance dei milanesi non passò inosservata agli occhi di coach Gomelski, il quale pretese che la sua rappresentativa sovietica non lasciasse libertà d'azione a McAdoo e compagni. Senza poter in pratica contare su Dino Meneghin alle prese con una contrattura, Milano non riuscì a contenere nè il gioco totale di Sasha Volkov nè i cambi di velocità di Sarunas Marciulonis e Khomicius. 

In finale, i Milwaukee Bucks surclassarono la naziovale sovietica per 127-100, attivando a toccare i 48 punti di vantaggio. Spinti da Terry Cummings, i Bucks hanno aperto il divario sottocanestro con la classe del veterano Jack Sikma e l'atipicità di Randy Breuer e Paul Mokeski.
La lezione però venne imparata molto bene dalla truppa di Gomelski che qualche mese dopo ai Giochi Olimpici di Seoul 1988 si prese una sonora rivincita. Nella semifinale, l'URSS (per l'ultima volta 'unita') si prese gioco del gruppo di collegiali allenati da John Thompson vincendo 82-76 e poi conquistò l'oro olimpico battendo anche la Jugoslavia (76-63); la performance sovietica passò alla storia anche per aver indotto la NBA alla costruzione del Dream Team che, da Barcellona 1992, avrebbe rimesso la leadership olimpica saldamente nelle mani americane (con l'eccezione del trionfo argentino ad Atene).

- Risultati e Tabellini

* 23 Ottobre 1987: Milwaukee Bucks x Tracer Milano 123-111
- Bucks: T.Cummings 18, Sikma 15, Pressey 21, Reynolds 13, Mannion 10, Mokeski 8, Davis 19, Smith 4, Stroeder 8, McCann 4, Weber 2, Breuer, Bradley, Baptiste; coach D. Harris
- Milano: D'Antoni 16, Premier 12, McAdoo 37, R.Brown 26, Meneghin 2, Bargna 8, Montecchi 10, Aldi, Pittis, Governa; coach F. Casalini
arbitri: D.Garretson e K.Rigas  

* 24 Ottobre 1987: Nazionale URSS  x Tracer Milano 135-108
- URSS: Volkov 28, Marciulonis 24, Tikhonenko 7, Khomicius 23, Goborov 6, Kurtinaitis 5, Sokk 11, Belostenny, Pankrashin 11, Tarakanov 4, Grishaev 2, Valters 14; coach Gomelski
- Milano: D'Antoni 2, Premier 6, McAdoo 41, R.Brown 32, Meneghin 4, Montecchi 7, Aldi 4, Pittis 7, Bargna 5, Governa ne; coach F. Casalini
arbitri: E.Rush e Kotleba

* 25 Ottobre 1987: Milwaukee Bucks x Nazionale URSS 127-100
- Bucks: T.Cummings 23, Breuer 14, Sikma 14, Stroeder 14, Pressey 10, Reynolds 24, Mannion 4, Mokeski 11, Davis 4, Smith, McCann 2, Garland 3, Weber 2, Bradley 2, Baptiste; coach D. Harris
- URSS: Goborov 20, Khomicius 15, Volkov 17, Marciulonis 16, Sokk 4, Tikhonenko 2, Pankrashin 6, Tarakanov 12, Grishaev 1, Valters 7, Hoinik ne; coach Gomelski
arbitri: D.Garretson, E.Rush e K.Rigas  


- Classifica finale:
1º Milwaukee Bucks (USA)
2º Nazionale URSS
3º Olimpia Tracer Milano

MVP: Terry Cummings (Milwaukee Bucks).

Dario Colombo alla Reunion

McDonald's Open 1987: la testimonianza di Dario Colombo

Racconto di Dario Colombo, che all'epoca era il direttore dei 'Giganti del Basket' nonchè fotografo e  inviato speciale per questa storica manifestazione . . "Quando alle 19 di quel 23 ottobre 1987 Darrell Garretson, numero 1 degli arbitri NBA, alza la palla a due tra Bob McAdoo e Randy...  >>

McDonald's Open 1987: semigancio di McAdoo contro Smith sotto gli occhi di Charlie Davis e Rickey Brown (foto Dario Colombo, per gentile concessione dell'autore)

McDonald's Open 1987: McAdoo protegge il pallone dalla difesa di Sarunas Marciulonis della Nazionale URSS (foto Dario Colombo, per gentile concessione dell'autore)