In questa sezione del museo puoi trovare le schede giocatori ed addetti ai lavori che hanno fatto grande questo sport, con particolare riferimento alla loro "milanesità".

Persone


Castellan Stephen “Steve”

Stephen “Steve” Castellan, 2,07, ala pivot, è nato il 20/07/1957 a Washington da genitori dalmati originari di Lussinpiccolo (piccola isola croata, che, fra l’altro diede i natali ad un famoso velista italiano plurimedagliato olimpico, il comandante Agostino Straulino).

Cresciuto  nella prima metà degli anni 70 alla Saint Anselm's High School di Washington, nel 1975 si iscrisse alla Virginia University, dove, allenato da coach Terry Holland ed avendo Mark Iavaroni come compagno di squadra, dove disputò 116 gare in 4 stagioni con una media di 7,6 punti a partita (col il 48\% su azione, il 70\% ai liberi e una buona media a rimbalzo,7 a gara).

Al termine della carriera universitaria, nel giugno 1979 venne scelto dai Boston Celtics al settimo giro Nba  (chiamata n. 130).

E mentre era al camp dei Celtics per guadagnarsi l’ingresso nel roster di Bill Fitch, nel settembre 1979 venne convinto da Tom Heinsohn, altra icona bostoniana divenuto nel frattempo allenatore della Pallacanestro Milano, a venire a giocare in Italia in con la maglia sponsorizzata Amaro 18 Isolabella.

Schierato in un roster esperto, votato però ad un gioco offensivo basato incautamente sulla velocità esecutiva, che veniva  pagata duramente in fase di contenimento difensivo, Steve Castellan, insieme all’altro più esperto americano Mel Davis, si dimostrò molto affidabile e performante durante tutta la stagione.

Dopo due gare di ambientamento al trofeo Lombardia contro Brescia e Cantù, in cui  Castellan si mise comunque in luce segnando 33 punti in 2 partite, l’inizio del successivo campionato di A1 per l’Amaro 18 si rivelò disastroso, dove la squadra collezionò nel girone di andata ben 11 sconfitte su 13 gare.

In questo frangente difficile, comunque Steve Castellan si distinse per grande consistenza sotto canestro (a fine torneo risulterà il quarto rimbalzista del campionato, meglio anche del più titolato Bill Laimbeer) e buona prolificità offensiva, viaggiando a15 punti a partita.

Nel girone di ritorno, dopo l’avvento sulla panchina milanese di coach Bruno Boero, l’Amaro 18 Isolabella si diede un assetto più equilibrato, curando maggiormente la componente difensiva del proprio gioco, il che comportò un ruolino di marcia migliore, a cui ancora una volta Castellan contribui, segnando nelle restanti 13 gare 20 punti a partita, raggiungendo il massimo stagionale con 30 il 4/1/1980 nella vittoriosa gara contro Siena.

Ciò purtroppo non evitò alla squadra, finita con al penultimo posto, con un bilancio di 7-19, la retrocessione in A2.

Steve Castellan concluse la stagione con 455 punti su 26 gare (17,5 a gara) ad alta \% di tiro (50,7\%), confermata da buona precisione ai liberi (47/64, pari al 73\%), catturando 330 rimbalzi (12,7 a gara), erogando 44 stoppate (sesto assoluto), con una valutazione individuale di 571 (media gara 22) che evidenziava un interessante apporto di utilità pari a 1,29 a partita (media valutazione/media punti segnati) risultando per rendimento di gioco il quindicesimo giocatore dei 160 schierati in A1 in regular season.

Cifre onorevoli ottenute con buona regolarità in un contesto tattico radicalmente variato nel corso del campionato e, tenuto conto sia della sua giovane età che del livello degli avversari incontrati, avrebbero meritato attenzione maggiore.

Purtroppo la difficoltà economico gestionale in cui la Società si ritrovò a fine torneo impedirono a Castellan una riconferma. Dopo una breve esperienza in Belgio, rientrò negli Stati Uniti, completando il proprio percorso formativo con un master presso la George Washington University e lasciando il basket di alto livello.