In questa sezione del museo puoi ripercorrere la storia del basket italiano dalle origini.

Storia


Finale Coppa Campioni 1982/83: Billy Milano – Ford Cantù

Sono gli anni del dominio del basket italiano in Europa e alla serie dei successi varesini in Coppa dei Campioni degli anni 70 si sono affiancati quelli dell’Olimpia e della Pallacanestro Cantù nella Coppa delle Coppe. Senza contare gli exploit di squadre italiane nel femminile (Geas e Fiat Torino) e nelle Coppe di minore prestigio (Scavolini, Fides Napoli).

Nel 1982 Cantù vince la sua prima Coppa dei Campioni a Colonia contro il Maccabi Tel Aviv per 86-80, con un grandissimo Marzorati, il miglior play italiano, chiamato 'l’ingegnere volante' in onore della sua laurea e per la "lievità" delle sue azioni. Sono difatti innumerevoli le foto di Marzorati quando dribbla o passa la palla mentre è sospeso da terra.

Il Billy Milano contemporaneamente vinceva il primo scudetto con Peterson in panchina, bruciando in finale Pesaro e garantendosi la partecipzione all’edizione della Coppa dei Campioni 1982/83 che pertanto vedeva ai nastri di partenza sia Cantù che Milano.

Due squadroni. Da una parte il Billy con Premier, i gemelli Dino e Franco Boselli, John Gianelli, Ferracini e Gallinari tutti attorno all’asse portante formato da Mike D’Antoni e Meneghin. Sul fronte canturino Giancarlo Primo, che ha appena preso il posto di Bianchini emigrato al Banco di Roma, guida Marzorati, Antonello Riva, l’ex Olimpia Renzo Bariviera, due americani (il giovane Wally Bryant e l’esperto ex Lakers Jim Brewer che segnava poco ma difendeva come un ossesso, e prendeva una valanga di rimbalzi), Cattini ed i giovani talenti Bosa, Fumagalli e Innocentin.

Il Billy aveva incontrato sul suo percorso l’Istanbul ed il Le Mans, eliminandoli. Cantù aveva invce superato il Dudelange ed il Friburgo. Le semifinali erano costituite da un unico girone da sei squadre (Milano, Cantù, CSKA Mosca, Cibona Zagabria, Maccabi, Real Madrid) dove Cantù e Milano si classificarono ai primi due posti, per disputarsi tra loro la finale.

Nei quattro precedenti confronti di quella stagione, tra Billy Milano e Ford Cantù, ci fu solo una vittoria meneghina (a Milano, nelle semifinali di Coppa, per 71-66), mentre Cantù si prese di misura le vittorie sia in campionato (68-65 a Cantù e 75-77, dopo un tempo supplementare, a Milano) che nell’andata delle semifinali di Coppa (69-63 a Cantù).

La finale di Coppa dei Campioni si gioca, il 24 marzo 1983, al Palazzo degli Sport di Grenoble.

Il Palasport contiene 10.000 spettatori e oltre 9.000 sono lombardi, divisi equamente tra canturini e milanesi. Purtroppo il “galateo” calcistico aveva inquinato da qualche anno anche diversi "non tifosi” del basket per cui ci si ricorda ancora del loro deprimente spettacolo di cretineria ed inciviltà prima e dopo la partita.

L’incontro, in teoria è incerto, anche se all’ultimo momento Marzorati viene dato sofferente di mal di schiena ed in settimana ha anche subito una distorsione ad una caviglia; i giornali danno per poco probabile una sua attiva partecipazione. Invece c’è, e pure in quintetto base, anche se leggermente claudicante

Il Billy va subito in svantaggio, sebbene sia superiore ai rimbalzi, perché paga una manovra impacciata e pessime percentuali di tiro: sette punti di svantaggio al 12’ (19-12) e nove (27-18)  poco prima del riposo. Il gioco è sciatto, D’Antoni è grigio in regia e non inventa nulla. Il primo tempo termina con il Cantù avanti di sette lunghezze (29-22), pur senza fare nulla di speciale, come testimonia il punteggio.

In avvio di ripresa, D’Antoni ritrova il canestro e Meneghin è positivo ed efficiente, ma il Billy è sempre distante da Cantù: undici punti di scarto al  25’ (39-28), quando Marzorati viene sostituito da Cattini, mentre Meneghin si vede fischiare terzo e quarto fallo.

La Ford macina il suo gioco, forte di un vantaggio sempre crescente, a dispetto di ogni sforzo del Billy. Sul 47-32 al 27’, dopo una schiacciata di Brewer, la partita sembra virtualmente chiusa col quinto fallo di Meneghin.

Il Billy in preda alla disperazione difende a pressing e capita l’inaspettato: senza Meneghin, il Billy infila in tre minuti un parziale di 10-0, sputando sangue e sudore, come chiede sempre Peterson.  Sul 47-42, al 30’, si riaccende il tifo per Milano, che prosegue la rimonta per arrivare ad un punto (51-50) al 32’.  Marzorati tornato in campo risveglia i suoi  (61-52 al 36’) e, anche se l’Olimpia non desiste, a un minuto dalla fine Cantù si ritrova con un vantaggio ancora considerevole 69-62.

E qui succede di nuovo l’incredibile. Cantù va in barca, non segna più e perde palla ogni volta che ne entra in possesso mentre D’Antoni diventa il padrone del campo: Bryant commette un fallo a rimbalzo, il quinto, e in lunetta Gianelli accorcia a meno cinque. D’Antoni in azione ruba palla sulla rimessa addirittura soffiandola a Marzorati, assist e canestro di Franco Boselli da sotto. Meno tre (69-66).

Fallo tattico di Mike. Time-out Cantù.

Alla ripresa del gioco, D’Antoni anticipa tutte le linee di passaggio finchè ruba palla e la cede a Dino Boselli, per il canestro del 69-68. Rimessa di  Cantù, in panico che perde nuovamente palla.

Ultimo possesso per l’Olimpia, e quando mancano 5 secondi, il pallone della possibile vittoria del Billy arriva a Franco Boselli nell’angolo. E’ libero, dalla media, è il suo tiro, la sua specialità. Ed invece la palla va sul ferro. Gallinari svetta a rimbalzo. Mezza Cantù gli frana addosso. Gli arbitri non fischiano mentre la sirena chiude il match.

Cantù rinviene dal momento di choc e, alla fine vince meritatamente; se il tiro di Boselli fosse entrato si sarebbe celebrata la tenacia di una grande rimonta.

Pochi mesi dopo il predominio italiano nel basket Europeo veniva sancito dalla storica vittoria della Nazionale nel campionato Europeo, sempre in terra di Francia (Nantes, 4 giugno 1983, per 105-96 contro la Spagna), mentre il Cantù il successivo 3 ottobre andrà a vincere per la seconda volta anche la Coppa Intercontinentale.

Il tabellino della partita.

24-03-1983 - Palais des Sports Grenoble
Ford Pallacanestro Cantù - Billy Olimpia Milano 69-68 (29-22)

Ford Cantù (coach: Giancarlo Primo): Pierluigi Marzorati 7, Antonello Riva 18, Renzo Bariviera 2, Jim Brewer 14, Wallace Bryant 18; Giorgio Cattini 6, Giuseppe Bosa 4, Denis Innocentin n.e., Fausto Bargna n.e., Corrado Fumagalli n.e .   
Tiri 28/55,  tiri liberi 13/15, rimbalzi 28.

Billy Olimpia (coach: Dan Peterson): Mike D’Antoni 10, Roberto Premier 6, Vittorio Gallinari, John Gianelli 20, Dino Meneghin 6; Vittorio Ferracini 12, Franco Boselli 8, Dino Boselli 6, Marco Rossi n.e., Rinaldo Innocenti n.e.   
Tiri 24/68, tiri liberi  20/22, rimbalzi 25.

Usciti per cinque falli: Meneghin 27’, Bryant 39’.

Ford Cantù Campione del'Europa 1982/83

Formazione del Billy Milano 1982/83: Ferracini, D'Antoni, F.Boselli, Gallinari, Gianelli,  Meneghin, Premier, D.Boselli, Innocenti, Rossi, Del Buono, M.Baldi, Sciacca

Marzorati in entrata sottomano