In questa sezione del museo puoi ripercorrere la storia del basket italiano dalle origini.

Storia


Simmenthal – Ignis di Giovedì 8 Dicembre 1960, la prima ufficiale al Palalido

Questa è senz'altro una partita storica, la cui particolarità non è tanto di essere stata la prima di una delle (poche) vittorie di Varese a Milano, quanto per essere stata, in assoluto, la prima partita disputata dalle scarpette rosse al Palalido, che sarebbe divenuto la leggendaria casa del basket meneghino per circa quarant'anni.

L'Olimpia, dopo i gloriosi anni del dopoguerra in cui giocava alla "Forza e Coraggio" di Via Gallura, si era trasferita a metà anni cinquanta al "Palazzo dello Sport" in Piazza VI Febbraio all'interno dell'area della allora Fiera. Era una struttura pensata e costruita negli anni '30, adibita a area fieristica, enorme, vuota, fredda, con tribune prefabbricate e provvisorie. Aveva una capacità notevole (negli anni '60 si sarebbe svolta addirittura la "sei giorni ciclistica" montando al suo interno una pista circolare per le corse indoor e all'occorrenza la struttura veniva anche trasformata in palazzo del ghiaccio per le esibizioni delle pattinatrici di "Holiday on ice") consentendo di stipare oltre 10.000 persone ma con costi di gestione altissimi per cui gli allenamenti venivano tenuti alla palestra “Forza e Coraggio”.

Alla fine anni '50 il Comune accettò il suggerimento di Bogoncelli di realizzare un palazzetto più piccolo, raccolto, con ottima visibilità da ogni posto e (particolare non trascurabile) che il sole non disturbasse le attività sportive. L'area scelta fu individuata all'interno del complessivo sportivo Lido, sulla circonvallazione della città e servita dalla futura metropolitana (che sarebbe stata inaugurata nel successivo 1964).

L'impianto consisteva nella sala principale, con doppio anello di tribune, per una capacità di oltre 5500 persone e di una adiacente palestra sussidiaria, dotata, a sua volta, di una piccola tribuna. Gli spogliatoi erano sistemati sotto alla tribune dell'impianto principale. Insomma era un impianto perfetto per il basket (il volley a Milano, allora praticamente non esisteva). 

La pallacanestro a Milano era già popolare grazie alle imprese del Simmenthal, notorità accresciuta ulteriormente dall'impresa della Nazionale, completamente ripresa dalla RAI, durante le Olimpiadi di Roma del settembre 1960, ma anche allora la burocrazia aveva i suoi ritmi per cui l'inizio del campionato 1960/61 vide il Palalido ancora incompleto ed il Simmenthal gareggiare alla Fiera.

Messo alle strette dai media, il Comune diede una strigliata e per la festività di Sant'Ambrogio (patrono della città) fu finalmente inaugurato l'impianto.

Giovedì 8 dicembre 1960, alle ore 15:30, si svolse la partita di basket di serie B All'Onestà-Sant'Albino Monza (e quindi cronologicamente la prima partita disputata nell'impianto fu “dell'altra Milano”), seguita alle 17:30 da Simmenthal-Ignis, ottava giornata di campionato.

Il Simmenthal aveva cucito sulla maglia lo scudetto vinto nella stagione precedente (il quarto conquistato consecutivamente) ed in campionato dopo la settima giornata il Simmenthal era primo in classifica insieme a Varese e Virtus Bologna, tutte a punteggio pieno non essendosi ancora incrociate tra loro.

Per tutti era chiaro che lo scudetto sarebbe andato ad una delle tre e che il tutto si sarebbe deciso negli scontri diretti. La sfida in cartello era importantissima: Milano doveva vincere per forza, in più l'incontro era, per l'epoca, il “derby” (Cantù era ancora piuttosto debole e l'All'Onestà militava in B) ed era anche l'occasione per ammirare la nuovissima struttura sportiva.

Ed ecco che circa 5600 spettatori paganti, alcuni anche in piedi oltre ai molti che se ne tornarono a casa delusi per non poter entrare, invasero il Palalido. Il Simmenthal giocava con la tradizionale tenuta rossa, i varesini erano nell'altrettanto tradizionale divisa gialla dell'impero Ignis (che schierava anche nel ciclismo fenomenali atleti: Maspes, Nencini, Bahamontes, Baldini, Poblet). L'Ignis si era ulteriormente rinforzata durante l'estate avendo vinto la gara ingaggiata con il Simmenthal per aggiudicarsi il forte pivot Giovanni Gavagnin (che giocando a Trieste aveva appena conquistato il titolo di vice top scorer del torneo).

La valanga gialla contava anche sul funambolico Carlo Guido Gatti e su tre autentiche bocche da fuoco quali Vinicio Nesti, Tonino Zorzi e Nane Vianello, oltre a disporre del folletto Maggetti e dell'ex Padovan. In panchina sedeva Rico Garbosi, che successivamente sarebbe diventato il G.M. della All'Onestà.

La partita vide il predominio della corazzata varesini, più forte sotto canestro, che aveva reso opaca la prestazione di Volpato e Velluti, il tutto aggravato dalla pessima forma di Riminucci, che reduce da un infortunio era ben lontano dal suo abituale rendimento.

La vittoria arrise a Varese per 78-71, anche se il punteggio riusciva a mascherare la differenza vista in campo. I tifosi milanesi, al termine, sfollarono piuttosto preoccupati, consci che i loro beniamini a quel punto avrebbero dovuto andare a vincere a Varese per rimediare al pasticcio, ma si sarebbero resi conto solo 3 giorni più tardi che lo scudetto era irrimediabilmente perso perché il Simmenthal sceso a Bologna per incontrare la Idrolitina Virtus (del grande Dado Lombardi) fu nuovamente sconfitto (87-78). Mancavano 15 giorni a Natale, ed era già game over. 

Per la cronaca, in quella stagione, la Ignis Varese si aggiudicò il suo primo scudetto (con una sola sconfitta), seconda fu la Virtus Bologna (con quattro sconfitte), terzo il Simmenthal (con quattri sconfitte, ma con negativo quoziente canestri con la Virtus).

L'unica consolazione fu che Paolo Vittori conquistò il titolo di capocannoniere con 509 punti (23,1 punti/partita).

Milano, Palalido
Giovedi 8 Dicembre 1960
Simmenthal Milano - Ignis Varese 71-78
Il tabellino non è al momento disponibile

Formazione Pallacanestro All'Onestà Milano 1960/61.In piedi da sx: Fororastieri (all.),  Brega, cremonesi, Pessina, Mauri, Zappelli, De Simone. Accosciati da sx: Marsi, Bramo, Rossitto, Pescarmona, Zollia.