Hughes Kim Galen


Kim Hughes era nato a Freeport in Illinois il 4 giugno 1952; ha cominciato a giocare nella High School locale con il gemello Kerry, con il quale ha poi costituito un forte binomio anche nella squadra dell'Università del Wisconsin.

Kim, centro mancino di 211 centimetri, dal 1970 al 1974 ha tenuto nella squadra del college una media di 13 punti e 11 rimbalzi a partita, prestazioni che gli hanno consentito di essere scelto al terzo giro dai Buffalo Braves nel draft del 1974.

Kim, però, ha preferito iniziare  la carriera da professionista in Italia, all'Olimpia Innocenti Milano nella stagione 1974/75.  A Milano ha disputato una sola stagione agonistica, giocando 40 partite e segnando ben 831 punti. La squadra quell'anno, allenata da Pippo Faina. è giunta al terzo posto in campionato e Kim si è distinto anche come gran stoppatore e rimbalzista. In quella stagione l'Innocenti disputò anche la Coppa Korac, venendo però eliminata nel gruppo D (4 vittorie e 2 sconfitte) vinto dal Partizan Belgrado; nell'esordio della manifestazione però, l'Olimpia si impose 104-88 al Palalido sugli slavi di Kicanovic e Dalipagic con 29 punti sia di Hughes che di Renzo Bariviera.

L’ anno successivo Kim è tornato in America dove ha giocato nei N.Y. Nets, nei Denver Nuggets e nei Cleveland Cavaliers con buoni risultati. Con i Nets ha addirittura vinto il campionato A.B.A., l’ultimo prima della fusione con la NBA, grazie alla presenza in squadra di Julius Erving.

Nel 1981 è tornato in Italia, ingaggiato con un biennale dal BancoRoma; la prima stagione è da 445 punti e 342 rimbalzi, con un decimo posto che non consente alla formazione romana, prima di Paratore e poi di Di Fonzo di arrivare ai playoff. L'anno successivo con coach Valerio Bianchini è tutta un'altra musica: con il nuovo idolo Larry Wright, la squadra capitolina chiude in vetta la regular season. Kim però a tre giornate dalla fine deve chiudere anzitempo la stagione per un problema al menisco (341 punti e 311 rimbalzi in 27 partite) e deve cedere il posto a Clarence Kea, che poi sarà decisivo nella conquista dello scudetto con la stellare finale da tutto esaurito contro il Billy Milano. Una fetta di questo tricolore appartiene però anche a Hughes.

Nel 1983/84 Kim veste la maglia della Viola Reggio Calabria, neopromossa in A2; al suo fianco un altro 'califfo' milanese, CJ Kupec reduce dalle esperienze di Cantù e Bergamo dopo il controverso anno del Billy di Dan Peterson. I due americani (più il terzo oriundo Mark Campanaro) fanno divampare una passione in città al punto che, dopo la prima stagione di assestamento, nel 1984/85 il presidente Dino Viola sarà "costretto" a far costruire un nuovo impianto in città, il Pala Botteghelle, per contenere il sempre più crescente numero di tifosi. Per Hughes il 1984/85 è un anno statisticamente straordinario con 730 punti e 390 rimbalzi in 32 partite, comprese le due dei playoff contro Pesaro, a cui Reggio ha avuto diritto dopo la promozione in A1. La sua esperienza sullo Stretto dura per ben cinque stagioni, di cui solo la terza in A1; le sue cifre impressionanti parlano di 164 partite con l'uniforme della Viola, 3.287 punti con oltre il 64\% dal campo e 1.897 rimbalzi. Nel 1988/89, la sua ultima stagione agonistica, Hughes è la spalla di Mike Mitchell alla Filodoro Brescia in A2, allenata da Virginio Bernardi: per lui, in 23 partite, ci furono curiosamente più rimbalzi (255) che punti segnati (252), ma forse non ce n'era bisogno...

Kim indossò per l'ultima volta l'uniforme dell'Olimpia Milano in occasione dell'edizione 1989 del McDonald's Open di Roma. L'Olimpia giunse al torneo senza aver ancora trovato un sostituto a Marc Iavaroni, perso alla prima di campionato; sfumato anche l'arrivo di Benoit Benjamin, alla Philips non rimase che aggiungere momentaneamente Kim Hughes, che si rese utile sia nella semifinale persa 102-97 contro la Jugoplastika Spalato di Dino Radja e Toni Kucoc, sia nella finale per il terzo posto in cui i milanesi dilagarono 136-104 contro il Barcellona con 36 punti di Bob McAdoo e 14 di Hughes.

Appena appese le scarpe al chiodo, Kim tornò nel mondo della NBA per iniziare la carriera prima di dirigente e poi di tecnico. Per cinque stagioni lavorò per i Denver Nuggets come responsabile dello scouting, poi come direttore del personale e infine come assistente allenatore. Mantenne lo stesso incarico prima con i Milwaukee Bucks e poi con i Los Angeles Clippers. Nonostante importanti problemi di salute, nel 2010 Hughes rimpiazzò ad interim coach Mike Dunleavy sulla panchina della franchigia californiana. La sua esperienza, con un bilancio di 8 vittorie e 25 sconfitte si concluse al termine della stagione. Dopo due anni Kim entrò (assieme a Jay Triano e David Vanterpool) nello staff di coach Terry Stotts (ex-Cantù) nei Portland Trail Blazers in cui rimase fino alla stagione 2014/15.

Kim si è spento il 29 agosto 2025 all'età di 73 anni


Ultimo aggiornamento: 29-08-2025 Persone

Immagini allegate


Kim Hughes con la maglia dell'Olimpia Innocenti Milano

Kim Hughes con la maglia dell'Olimpia Innocenti Milano

Kim Hughes

Kim Hughes

Kim Hughes in una splendida foto scatta al Palalido di Milano dalla collezione privata di Silvio Bertacchi

Kim Hughes in una splendida foto scatta al Palalido di Milano dalla collezione privata di Silvio Bertacchi

Kim Hughes (Innocenti Milano 1974/75)

Kim Hughes (Innocenti Milano 1974/75)

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