In questa sezione del museo puoi ripercorrere alcune tappe della storia del basket milanese dalle origini.

Storia milanese


Le Finali di Coppa delle Coppe al Palalido

Il PalaLido è stato teatro dell'atto finale di due edizioni della Coppa delle Coppe: nel 1971 con la gara di ritorno che assegnò il trofeo al Simmenthal dopo aver perso il primo confronto con lo Spartak Leningrado, e nel 1978 con il derby italiano tra Cantù e Virtus Bologna. Entrambi gli eventi fecero registrare un 'tutto esaurito' da oltre 5.000 spettatori; fu di particolare rilievo il secondo perchè fu di fatto un 'campo neutro' con due delle più acerrime rivali di Olimpia e Pallacanestro Milano. Anzi, la partita iniziò con quindici minuti di ritardo al fine di attendere un gruppo di tifosi della Virtus Bologna bloccati nel traffico nelle strade milanesi.

Il 7 aprile 1971 il Simmenthal tornò a sollevare un trofeo internazionale a cinque anni di distanza dalla Coppa dei Campioni vinta a Bologna. Un successo costruito al Palalido con la difficile rimonta dal -10 incassato a Leningrado la settimana precedente. La prima chiave della vittoria biancorossa fu la maggiore efficacia della coppia Kenney-Masini sottocanestro, dopo che in terra russa il temuto Aleksandr Belov aveva dominato il confronto. I russi, dopo aver tenuto in scacco l'attacco milanese per i primi quattro minuti (2-5 il parziale), raggiunsero il massimo vantaggio sul 14-22 all'11simo grazie a una difesa individuale molto dura. Il fattore falli fu determinante per l'esito dell'incontro: l'aggressività dello Spartak fu punita (53 falli contro) e nella ripresa la difesa a zona adottata dal tecnico Kondrashin per preservare i propri giocatori fu attaccata con molta efficacia dal quintetto milanese. Dopo aver chiuso all'intervallo con sei punti di margine, grazie a un primo tempo di pura energia di Kenney, Milano riuscì a sorpassare la quota-vittoria solo all'12simo (54-42) con un paio di canestri di Masini. Da quel momento le accelerazioni di Brumatti e Bariviera furono letali per lo Spartak che, in aria di frustrazione, non misero più in discussione il punteggio. MVP della serie fu Massimo Masini, sottoposto alle 'attenzioni' della difesa russa per tutto il primo tempo (dopo i 19 punti segnati all'andata) ma capace nel momento cruciale di piazzare colpi di classe, chiudendo con 8/14 dal campo, 6 rimbalzi e 4 assist. I 5.000 del PalaLido, diventato una bolgia per tutto l'incontro, tributò al Simmenthal il giusto plauso, consolatorio per certi versi dopo lo spareggio scudetto perso la domenica precedente a Roma.

Finale Coppa delle Coppe - 7 aprile 1971 - Palalido

Simmenthal Olimpia Milano - BK Spartak Leningrad 71-52 (37-31)
Olimpia: Giorgio Giomo 8, Giulio Iellini 6, Renzo Bariviera 11, Art Kenney 19, Massimo Masini 18, Pino Brumatti 9, Mauro Cerioni, Giorgio Gaggiotti ne, Giorgio Papetti ne, Roberto Paleari ne; coach Cesare Rubini
Spartak: Bolshakov 6, Fedorov 10, Shtukin 8, A.Belov 9, Ivanov 11, Yumashev 4, Volchkov 2, Arzamaskov, Rozhin, Krivoschkekov, Makeev 2, Potanin ne; coach Vladimir Kondrashin
Arbitri: Aznar (SPA) e Arabajan (BUL)
5 falli: Krivoschkekov 27’, Fedorov 32’ e Iellini 37’

Il Simmenthal bissò il successo in Coppa delle Coppe anche l'anno successivo, sconfiggendo 74-70 la Stella Rossa Belgrado nella finale unica a Salonicco.

La finale del 1978 tra Cantù, detentrice del trofeo, e la Virtus Bologna, era originariamente programmata a Tel Aviv (Israele), ma dopo le semifinali la Federazione Internazionale fu indotta a spostare l'incontro sul suolo italico. 
La Gabetti Cantù prevalse al termine di una gara emozionante. Al di là del minimo scarto finale, Cantù dominò ampiamente l'incontro grazie all'apporto offensivo di Della Fiori, Recalcati e Wingo; la Virtus Bologna, più contratta e irregolare, riuscì solo con un arrembante finale la formazione bolognese a rimettere in equilibrio la sfida fino alle ultime decisive battute. 
Cantù era riuscita a piazzare il primo break attorno al nono minuto con l'efficacia della difesa a zona e con un Della Fiori irresistibile, autore di 18 punti nei primi venti minuti. Dopo aver raggiunto il massimo vantaggio sul 42-28 al 16', i canturini subirono un parziale di 8-0 con, nei secondi finali, l'ultimo e unico canestro di John Roche fino a quel momento deludente e ampiamente sotto le consuete medie realizzative.
La ripresa iniziò con un Villalta più attivo specie a rimbalzo d'attacco, ingaggiando un duello acceso con Wingo; il pivot canturino firmò l'ulteriore allungo (68-56 al 29') prima che l'inerzia del team di Taurisano fosse interrotta dal quarto fallo di Della Fiori. Dell'assenza forzata del più pericoloso avversario approfittò la squadra di Dan Peterson che si riavvicinò con i canestri di Bertolotti e Roche (72-71 al 33') fino a piazzare l'unico sorpasso della serata sul 76-74 al 36' con Villalta. Il ritorno di Della Fiori, la Gabetti tornò in possesso della partita gestita al meglio con Marzorati e un Recalcati freddissimo nei tiri liberi decisivi (84-82). La chance di pareggiare i conti fu fallita ancora da Roche a quattro secondi dalla sirena finale. 


Finale Coppa delle Coppe - 29 aprile 1978 - PalaLido Milano
Gabetti Cantù x Sinudyne Virtus Bologna 84-82 (42-36)

Cantù: Marzorati 12, Meneghel 4, Della Fiori 26, Wingo 16, Tombolato 12, Recalcati 14, Lienhard, G.Gergati, Innocentin ne, Bargna ne; coach Taurisano
V.Bologna: Caglieris 5, Roche 13, Bertolotti 27, Villalta 15, Driscoll 20, Antonelli 2, Bonamico 2, Pedrotti ne, Martini ne, Baraldi ne; coach Peterson
Arbitri: Bague (Spagna) e Mainini (Francia)
5 falli: Gergati (CAN) al 36' e Bonamico (VBO) al 38'

La Coppa delle Coppe fu l'unico trofeo internazionale vinto dal basket italiano nel 1977/78; la settimana successiva infatti la Pallacanestro Varese perse a Monaco di Baviera la finale di Coppa Campioni contro il Real Madrid, mentre il Cinzano si fermò in semifinale di Korac contro il Bosna Sarajevo (che poi avrebbe perso la finale con il Partizan Belgrado), un passo in più della Xerox eliminata nel girone dei quarti di finale. Il giorno dopo la finale del PalaLido, però, il Geas Sesto S.Giovanni scrisse la pagina più importante della storia del basket femminile vincendo a Nizza la Coppa dei Campioni.

Massimo Masini solleva la Coppa delle Coppe 1971 negli spogliatoi del PalaLido in compagnia di Art Kenney (foto Corriere d'Informazione)