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Sada “Gino” Alfonso

Gino Sada, ma in realtà all’anagrafe era Alfonso, è stato un grande industriale milanese che legò indissolubilmente il nome della sua azienda, Simmenthal, ad un periodo magnifico del basket meneghino.

Sada, nato nel 1888, iniziò giovanissimo ad aiutare il papà Pietro nel negozio di alimentari di Via Passarella, curando il trasporto dei prodotti che erano preparati nel laboratorio/casa di Crescenzago, spingendo un carrettino. Il papà nel frattempo aveva messo a punto una tecnologia che consentiva di conservare la carne lessata per diverso tempo. Questa tecnologia diventò utilissima durante la prima guerra mondiale per sfamare le truppe in trincea. La guerra fu quindi una straordinaria occasione per la nascita dell’industria di conservazione e finito il conflitto la famiglia Sada si ritrovò ad essere divenuti tra i più importanti industriali del neo-settore, che però era legato ad una immagine di prodotto “povero” e quindi le fortune commerciali declinarono rapidamente.

Il giovane Gino tentò di dare una svolta all’azienda di famiglia e di fronte alle titubanze dei familiari si mise in proprio, a soli 23 anni, fondando la “Società Anonima Alfonso Sada”, affittando una ex vecchia segheria nella periferia sud di  Monza, puntando a commercializzare un prodotto di qualità, gustoso e di immediata preparazione, con carne in scatola in gelatina. La sua idea si rivelò vincente. Negli anni lo stabilimento si ampliò notevolmente e fu costruito anche una magnifica palazzina uffici, nel cui atrio venne posizionato il carretto che il piccolo Gino trascinava per Milano.

Nel frattempo, in una operazione di marketing sempre più sofisticata, l’Azienda nel 1923 assunse il nome di Simmenthal, che richiamava il nome di una famosa razza bovina svizzera a cui venne aggiunta la lettera H per dare ancora più una immagine di prodotto “svizzero” e quindi di serietà e rigore.

Nel 1939 alla vigilia della guerra, la produzione era di circa 25.000 scatolette giornaliere. venendo commercializzati anche altri prodotti in scatola quali ravioli, condimenti, salsicce, etc.

Alla fine della seconda guerra mondiale la Simmenthal, come tutto, era da rifondare e Sada non si perse d’animo: nel giro di pochi anni non solo aveva recuperato il tempo perduto. Nel 1951 aveva inaugurato un secondo stabilimento ad Aprilia e conquistato tutte le famiglie italiane con azzeccate campagne pubblicitarie affiancandovi anche le sponsorizzazioni sportive.

Nel 1953 Sada aveva creato a Monza San Rocco il gruppo sportivo “Sada” iscrivendo una squadra alla FIGC. Per due anni la squadra tentò il salto di categoria, poi nel 1955 Sada rilevò il Monza Calcio in serie B, affidando la presidenza al figlio Claudio e assumendo come suo consulente sportivo Edoardo Bertacchi. 

Il binomio Bertacchi-Sada fu saldissimo sino alla scomparsa dello stesso Sada.

L’avventura nel calcio sarebbe terminata nel 1963, dopo aver speso cifre considerevoli ed avendo sfiorato più volte il salto in serie A e comunque avendo sempre garantito al Monza Calcio dignitosi piazzamenti.

Nei primi anni 60 decise anche di sponsorizzare il baseball, e più esattamente il Nettuno B.C., che con il nome Simmenthal vinse tre scudetti ed una Coppa dei campioni.

Ancora più felice l’avventura nella pallacanestro. Nella primavera 1956 fu convinto da Bogoncelli a sponsorizzare l’Olimpia. Ma il suo in effetti non fu un semplice abbinamento. Perché Sada, assunta la carica di vice-presidente, investì anche suoi capitali nell’acquisto dei cartellini dei giocatori ed introdusse l’abitudine di festeggiare gli scudetti nel famoso ristorante “Giannino” che si trovava allora in via A. Sciesa.

Era poi prassi che ai giocatori interessati fosse garantito un posto di lavoro in Simmenthal. Vianello e Gamba furono assunti nel settore vendite ed entrambi ricordano le visite ai negozianti/grossisti effettuate alla mattina, usando le macchine aziendali (dapprima la 600, poi la 850, rigorosamente blu, con una piccola scritta sulle portiere).

Le campagne di marketing erano comunque aggressive per cui la sinergia sportiva/mediatica era estremamente efficace. Testimonial televisivi come Walter Chiari e Sylva Koscina davano lustro e portavano popolarità anche al basket.

Il 6 aprile 1964, a 76 anni, Gino Sada si spense nella sua villa di Ospedaletti, dopo aver vinto sei scudetti nel basket, nel cordoglio unanime. Al funerale tenutosi nella basilica di S. Babila a Milano era presente l’Olimpia al completo.

Subito dopo la morte di Gino Sada, la moglie Paola, che era subentrata alla guida dell’azienda, per fare fronte a contingenti problemi economici di Bogoncelli che necessitava di vendere il palazzo ove si trovava la sede della Olimpia, si offri di cedere in comodato alla Olimpia una propria ampia villa, in via Caltanissetta a Milano, acquistata prima della guerra e che, negli anni 50, aveva ospitato un asilo per famiglie americane. Bogoncelli accettò per cui la villa fu velocemente ristrutturata e il 4 ottobre 1964 ci fu il trasloco della sede sociale e della foresteria. Il successivo 28 novembre 1964  la signora Paola Sada, nominata nel frattempo presidente onoraria dell’Olimpia, inaugurava ufficialmente la palazzina alla presenza della stampa sportiva.

A Gino Sada, Monza dedicò lo stadio comunale mentre Ospedaletti la passeggiata a mare.

La moglie Paola ed i figli decisero di proseguire l’abbinamento con l’Olimpia, che ripagherà nei tre anni successivi alla morte del capofamiglia con tre scudetti e la prima Coppa dei Campioni. In particolare il figlio Tino  fu incaricato dalla famiglia di seguire attivamente il basket e di prendere il posto del padre nell’organigramma Olimpia.

Il basket viveva anni di boom ma i tempi stavano cambiando e nel basket entravano gruppi economici sempre più potenti, mettendo a soqquadro lo status quo fino ad allora vigente. Per giunta nel 1972 si ebbe la prima severa crisi economica con serie ripercussioni sulla vita del paese ed anche sullo stile di vita. 

Nel 1973 la Simmenthal decise di non rinnovare l’abbinamento. In quella occasione, il presidente Bogoncelli ufficialmente ringraziò la famiglia Sada per l’eccezionale contributo nei 17 anni di sponsorizzazione (dieci scudetti conquistati, una Coppa dei campioni, due Coppa delle Coppe, una Coppa Italia, tre titoli juniores, un titolo cadetti, un titolo allievi ).

Sempre allora Bogoncelli sottolineò anche la generosità con cui i Sada lasciavano l’Olimpia, cedendo alla società i cartellini di loro proprietà e continuando a lasciare in comodato al Club, per una precisa volontà di Paola Sada, la sede di Via Caltanissetta.

Per  completezza di informazione, nel 1979 la famiglia Sada cedette l’azienda Simmenthal alla Kraft, la quale nel 1994 trasferì ogni attività a Pomezia, chiudendo definitivamente il sito di Monza, mentre la storica sede di Via Caltanissetta fu usata dall’Olimpia ancora per molti anni e solo quando il gruppo Armani rilevò il Club ci fu lo spostamento della sede sociale, ritornando la palazzina di Via Caltanissetta nella piena disponibilità dei Sada.

IMMAGINI ALLEGATE

Gino Sada

Formazione del Simmenthal 1962/63: in piedi Gamba, Pieri, Sardagna, il patron della Simmenthal sig. Sada, Binda, Vescovo, Volpato, Rubini (all.), accosciati Riminucci, Ongaro, Vittori, Vianello.

Il Simmenthal vincitrice delle finali nazionali juniores del 1962 a La Spezia. Si riconoscono Bassi, Casati, Rubini, Longhi, Masini, Pessina, Fassi, Bogoncelli, Sada,      ?, Piero Brega, Pedrazzini, Mauro Brega, Giorgio Rubini e Guidoni.

Simmenthal Juniores con Masini, Longhi, Guidoni, Giorgio Rubini, i gemelli Brega, il presidente Bogoncelli ed il Patron Gino Sada