Con Armani, l'Olimpia diventa un'azienda d'élite


Alla domanda su cosa sarebbe stato il basket milanese senza la genialità e la lungimiranza di Bogoncelli si può rispondere facilmente con un "Non sarebbe esistita l'Olimpia". Ma alla domanda "Cosa sarebbe l'Olimpia senza il cuore di Giorgio Armani?" la risposta è più inquietante: "L'Olimpia sarebbe sparita".

Sono ormai passati quasi vent'anni da quando il 'Re' del Made in italy ha preso le redini delle casse dell'Olimpia, prima come sponsor e dal 2008/09 come proprietario. La sua è stata una presenza discreta nella vita del club, forse più paragonabile a quella che fu del Cav. Gino Alfonso Sada ('Mister Simmenthal'); in comune hanno avuto non solo il talento imprenditoriale ma quel carisma che trasmette serenità e consapevolezza, spirito di appartenenza e fame di progresso. Avevano quello sguardo che poche volte si incontra nella vita. Se il Cav. Sada ha potuto dominare il panorama cestistico italiano sin dalle prime apparizioni ponendo la massima fiducia in Bogoncelli, per Giorgio Armani la strada del successo è stata più articolata. Da una parte Armani ha dato all'Olimpia l'impronta e la struttura di un'azienda moderna con un'organizzazione attenta a ogni particolare e con investimenti e progetti a lungo termine (come il trasferimento delle sedi e il tentativo di riqualificare il PalaLido), ma dalla parte sportiva ha assistito a una spasmodica ricerca del meglio 'sul mercato' (sia di tecnici che di giocatori) in cui sono stati commessi diversi errori. Le soddisfazioni però non sono mancate e il palmares si è arricchito di scudetti e coppe; ma quello che più conta è il carisma e il rispetto e la stima che tutti i suoi 'dipendenti' non hanno mai mancato di dimostrargli. Grazie e “A meliora et maiora semper“, sig. Armani.


Ultimo aggiornamento: 05-09-2025 Olimpia

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