I nostri idoli in primo piano
Quello che oggi Federica Pellegrini fa per rappresentare in TV le donne dello sport, Mabel Bocchi lo faceva già negli anni ’80. Lasciati i palcoscenici della Serie A e già da tempo giornalista ‘la Divina’ entra nello staff della Domenica Sportiva (nella foto in compagnia di Bruno Pizzul) e ne conduce momenti e speciali anche al fianco di Aldo Giordani. Ma è anche show girl e partecipa a film e programmi di intrattenimento; un ruolo diverso dal campo ma sempre all’avanguardia.
La foto con Dino Meneghin e Mike D’Antoni è stata scattata il 16 gennaio 1994 durante un allenamento alla ‘secondaria” del PalaLido. Il tabellone segna una cifra importante: il 44simo compleanno del ‘Dino Nazionale’, l’ultimo da giocatore, l’ultimo in maglia Olimpia alla quale ha voluto tornare proprio per disputare la sua 28sima stagione giocando sotto le direttive del suo compagno di squadra (forse) più illustre. Da quest’anno i due campioni sono anche accomunati dall’elezione nella Naismith Hall of Fame.
In campo era veloce, istintivo, aveva le ali sotto i piedi; fuori era come nella foto: “un brau bagaj” per dirla alla brianzola, dall’atteggiamento serio di chi ha conseguito quella laurea che poi ha ispirato il suo soprannome più conosciuto: l’Ingegnere”. Pierluigi Marzorati è ritratto nella sala trofei della Pallacanestro Cantù, sua unica maglia (Nazionale a parte), la cui bacheca ha contribuito a riempire con due scudetti e dodici coppe internazionali.
Il‘primo piano’ più moderno è per Roberto Premier, con la maglia del Messaggero Roma nel 1989/90 nella sua prima stagione lontano dall’Olimpia Milano. Lasciò il posto in biancorosso ad Antonello Riva, ma quella luce negli occhi, quell’impeto che lo avevano portato a titoli nazionali e internazionali, a finali vinte all’ultimo secondo o perse per un canestro di distanza, forse già nella nostra foto iniziava a sopirsi.
Anversa,10 aprile 1974: è il sesto minuto del secondo tempo della finale di Coppa dei Campioni tra Ignis e Real Madrid, con i varesini in vantaggio 51-42. Charlie Yelverton ha appena commesso ilsuo quinto fallo e ha sbattuto la testa sul sostegno del canestro. Soccorso da Marino Capellini e Sandro Galleani, torna in panchina più che dolorante infuriato per il fischio arbitrale. L’Ignis però non si scompone senza la sua guardia titolare e vince il titolo continentale per la quarta volta in sei stagioni.
L'ultima foto di gruppo è un 'unicum': l'Olimpia Borletti versione 1954 indossa una divisa sprovvista dello scudetto di campione d'Italia. E' una squadra di grandi campioni capace di vincere cinque scudetti consecutivi,condotta in campo e in panchina da Cesare Rubini (alla sua ultima stagione, con il numero 9), e in cui spiccano Sandro Gamba (8), Peppone Sforza (10), Ricky Pagani (5), Sergio Stefanini (7), Romeo Romanutti (6).I Protagonisti