In questa sezione del museo puoi trovare le schede giocatori ed addetti ai lavori che hanno fatto grande questo sport, con particolare riferimento alla loro "milanesità".

Persone


Bradley Bill

William Warren "Bill" Bradley è stato il primo “straniero di coppa” del Simmenthal avendovi militato nella stagione 1965/66 e potendo disputare (in base al regolamento vigente) le sole partite di Coppa Europa. Coppa vinta proprio in quell’annata per la prima volta dall’Olimpia e per la prima volta da una squadra italiana.

Occorre sapere che Bill Bradley a metà anni 60 era “il fidanzato d’america”, in quanto era lo sportivo (sia pure dilettante) più famoso, era ricco di famiglia, era un bel ragazzo, frequentava una delle più prestigiose Università americane. Le riviste non solo sportive dedicavano copertine su copertine a questo giovanotto. Era logico che alle Olimpiadi di Tokio del 1964 lui fosse la stella non solo del basket ma dell’intero sport statunitense. Il fatto che Bradley rinunciasse –sia pure temporaneamente- alle lusinghe del basket pro per venire a giocare in Italia destò enorme sensazione negli USA e successivamente anche quando in Italia giunse la crema” della NBA (McAdoo, Wilkins, Gervin, etc.) mai fu dato così  tanto spazio ed attenzione al basket italiano.

In America (!) fu trasmessa anche una sintesi della finale di coppa (Simmentahle-Slavia Praga) proprio grazie alla presenza di Bradley.  Bisogna quindi riconoscere alla coppia Rubini-Bogoncelli una capacità  che nessun altro dirigente sportivo ha eguagliato (forse Ferlaino acquistando Maradona, nel calcio, ma pagando una cifra spropositata). 

Art  Kenney dichiarò, quando giunse in Italia, che lui era già un tifoso dell’Olimpia proprio avendo visto, qualche anno prima, in televisione quello spezzone di partita!

Bill è nato nel 1943 a Crystal City, nel Missouri, dove ha iniziato a giocare nella high school cittadina e ha messo subito in mostra le sue doti di realizzatore.

Al termine del liceo, moltissimi college, infatti, gli hanno offerto una borse di studio pur di accaparrarselo, ma Bill non ne ha tenuto conto e ha preferito  iscriversi all’Università di Princeton.

Bill, guardia/ala di 196 cm per 93 kg,, non aveva particolari doti atletiche di elevazione o agilità o velocità: le sue eccellenze erano una straordinaria visione periferica che gli permetteva di fornire assist ai compagni, l’intelligenza di gioco, la personalità e la precisione nel tiro.

Nei tre anni di college ha giocato 83 incontri, tenuto una media di 30 punti a partita e ha stabilito un record ancora valido di 57 tiri liberi realizzati consecutivamente.

Bradley è stato giudicato il miglior giocatore universitario degli Stati Uniti.

Convocato nella selezione U.S.A. per i Giochi Olimpici del 1964 a Tokio, per la sua leadership è stato nominato capitano della squadra che poi ha conquistato la medaglia d’oro.

Nel 1965 Bill Bradley è stato seconda scelta assoluta tra i professionisti della NBA. I New York Knickerbocker che si erano aggiudicati il diritto di prelazione su Bill, non si erano mai aggiudicati il titolo NBA nella loro storia.

A Bill, che aveva conseguito la laurea con lode, gli era stata però offerta una borsa di studio ad Oxford. Bill ha preferito cosi rinviare di un anno il passaggio nei “pro” della NBA pur di andare a studiare nella più prestigiosa università europea.

Rubini e Bogoncelli, alla ricerca dello straniero del Simmenthal per la Coppa dei Campioni 1965/66, lo hanno ingaggiato anche se con una disponibilità part-time, dal martedì pomeriggio al mercoledì sera.

Bradley, anche se poco allenato e ancor meno affiatato con gli altri giocatori, ha fornito un contributo fondamentale alla conquista del maggior trofeo continentale, la Coppa dei Campioni.

Per la prima volta una compagine italiana, grazie a Bill, è riuscita a primeggiare in Europa.

Nella dodici gare disputate con la maglia del Simmenthal, Bradley ha tenuto una media di 26 punti a partita.

I tifosi dell’Olimpia hanno però potuto ammirarlo solo cinque volte a Milano, contro il MTV Giessen, partita in cui ha segnato 36 punti, contro l’Hapoel ( 25 punti), contro il Racing Malines ( 33 punti), contro lo Slavia Praga (21 punti)e contro il Real Madrid (27 punti).

Le semifinali e la finale di Coppa sono state a Bologna e pochi sostenitori del Simmenthal erano riusciti ad avere del biglietto di ingresso.

Queste cinque apparizioni sono bastate per creare un mito che perdura tuttora.

Bill non era stilisticamente perfetto: per esempio caricava il tiro con la spalla destra più bassa, eseguiva l’arresto e tiro con le ginocchia leggermente divaricate, ma tutto quello che faceva in campo era “maledettamente” efficace per la sua squadra.

Bradley era anche un ottimo difensore e sapeva bene prendere posizione nei rimbalzi.

Al termine dell’unico allenamento settimanale con i compagni del Simmenthal, a cui partecipava, si fermava da solo a tirare meticolosamente da sette posizioni da lui prestabilite.

In ogni postazione restava finché non riusciva a fare una sequela di 7 canestri su 11 tentativi, sfidando le ire dei custodi del palazzetto Lido, desiderosi di spegnere le luci per andare a casa

Bradley ha potuto emergere soprattutto grazie alla sua dedizione per il lavoro e alla sua applicazione negli allenamenti.

Tornato in America è diventato professionista della NBA, ha giocato a New York nei Knicks per nove stagioni agonistiche, ha disputato complessivamente 743 partite e segnato 9217 punti. Ma quello che più conta, ha guidato due volte i Knicks, che non avevano mai vinto "l’anello”, nel 1970 e nel 1973 alla conquista del titolo NBA. 

Bradley si è dedicato ai problemi sociali fin da quando era ancora un giocatore professionista.

Terminata la carriera agonistica si è dedicato alla politica diventando senatore degli Stati Uniti, carica che ha mantenuto dal 1979 al 1997. Nel 2000  ha partecipato alla campagna elettorale per la nomination democratica a candidato Presidente degli Stati Uniti.

Dal 1978 è stato inserito nella Basketball Hall of Fame mentre nel 1984 i Knicks hanno ritirato in suo onore la maglia numero 24.

Bill Bradley, nei tre anni di college ha giocato 83 incontri, tenuto una media di 30 punti a partita e ha stabilito un record ancora valido di 57 tiri liberi realizzati consecutivamente. Con la maglia dei New York ha vinto due titoli NBA

Bradley in azione interpreta un perfetto sottomano

Bradley a colori con la maglia del Simmenthal

Bil Bradley è stato Senatore degli Stati Uniti dal 1979 al 1997.

Bill Bradley

Bill Bradley

Bill Bradley con la maglia dei New York in NBA

Bradley sulla copertina di Sports Illustrated

Bill Bradley