In questa sezione del museo puoi ripercorrere alcune tappe della storia del basket milanese dalle origini.

Storia milanese


La partita del punteggio record: il racconto di Giorgio Papetti

Il record di punti segnati in una partita del massimo campionato Italiano di serie A, giocata senza tempi supplementari, resiste dal 24 marzo 1971 e si tratta della sfida Simmenthal - Snaidero terminata con il punteggio di 138-88

Campionato 1970/71. Arriviamo all’ultima giornata del campionato ma, dovendo il Simmenthal disputare l’andata della finale di Coppa delle Coppe a Leningrado, viene chiesto alla Federazione di anticipare la partita. 

Stiamo parlando di un incontro al Palalido contro la Snaidero Udine, squadra di media classifica che non ha più ambizioni e che schiera due fenomenali attaccanti: “Big” Joe Allen e Claudio Malagoli. Simmenthal e Ignis Varese sono entrambe appaiate in classifica a 40 punti e con una sola sconfitta a testa.

La partita viene quindi disputata mercoledì 24 marzo 1971, mentre tutte le altre partite di quella giornata verranno giocate regolarmente la successiva domenica 28 marzo.

Il Simmenthal parte a razzo e già al quindicesimo minuto Giomo segna il cinquantesimo punto e il primo tempo termina con il punteggio di 67-41.

Rubini vuole tenere alto il ritmo, convinto che una prestazione maiuscola rassicuri i giocatori sulla stato di salute della squadra e che nessun traguardo è precluso. Per questo motivo anche nella ripresa si gioca in piena velocità

Masini, Iellini e Kenney, in gran spolvero, affiancati nella ripresa da un super Cerioni consentono di raggiungere il punteggio di 100 punti già al decimo della ripresa (canestro di Masini) mentre il precedente record (detenuto sempre dal Simmenthal) viene raggiunto grazie a Iellini che a un minuto della fine insacca il punto del 134.

Si arriva così al termine con il punteggio record di 138 a 88. Partita giocata senza molti falli: nei tiri liberi il Simmenthal segna 10 su 12 tentativi mentre la Snaidero 6 su 10.

L’incontro si conclude con Simmenthal solitario in testa alla classifica  e con un trionfo in campo e sugli spalti.

L’Ignis Varese quattro giorni dopo supererà agevolmente in casa propria la Fortitudo Bologna per 82-65 e raggiungerà il Simmenthal (entrambi a 42 punti), per poi disputare lo spareggio, che sarà giocato a Roma sabato 3 aprile, con netta vittoria della Ignis per 65-57.

Il Simmenthal in compenso, il 30 marzo limiterà i danni sul campo dello Spartak Leningrado (66-56) per poi il 7 aprile vincere alla grande al Palalido per 71-52 ed aggiudicarsi la prima Coppa delle Coppe nella storia della società.

24 marzo 1971 - Palalido
Simmenthal Milano: (Rubini all.) Giomo 8, Iellini 26, Bariviera 14, Kenney 22, Masini 35, Brumatti 11, Cerioni 20, Papetti 2, Gaggiotti, Paleari

Snaidero A.P. Udine: (Paratore all.), Melilla 2, Corno 4, Granucci 19, Cescutti, Gergati P. 8, Sarti, Paschini 13, Mauro 3, Malagoli 10, Allen 29

Arbitri:  Vitolo e Ugatti

Leggendo il resoconto della partita sembra che il record sia frutto del caso o di una giornata di vena di un paio di tiratori: invece è stato pensato e voluto da Cesare Rubini e rincorso dai giocatori con determinazione fin dall’inizio della partita..

Rubini solitamente entrava nel nostro spogliatoio quando i giocatori avevano quasi finito di incerottarsi le caviglie e indossare la divisa di gioco. Il suo briefing prima della partita era breve: difendevamo solo a uomo, a metà campo o a tutto campo in pressing, adottavamo i soliti schemi in attacco ormai eseguiti a memoria e il quintetto base era praticamente sempre lo stesso.

I giocatori del Simmenthal di allora non avevano bisogno di essere motivati, erano quasi tutti dei giovani purosangue che non aspettavano altro che dare libero sfogo alla gioia di giocare e alla soddisfazione di indossare quella mitica maglia.

Rubini e Bogoncelli li selezionavano in base alle qualità atletiche, fisiche, tecniche, alla voglia di vincere e di sacrificarsi anteponendo l’interesse della squadra, e sapendosi integrare in un gruppo rispettandone le regole.

Arrivati al Palalido noi giocatori ci soffermavamo sempre nel parterre per vedere la partita precedente, di solito giocava la Standa, e alla fine del primo tempo della loro partita ci recavamo nello spogliatoio.

Il 24 marzo 1971, diversamente dal solito, quando abbiamo aperto la porta dello spogliatoio abbiamo trovato inaspettatamente Rubini, da solo, che stava finendo di scrivere sulla lavagna appesa al muro dei numeri.

Vedendo quella scena ci è tornato subito in mente il solo altro episodio analogo avvenuto alla tredicesima giornata della stagione precedente, Simmenthal- Splugen Brau Gorizia, terminata 133-103, durante la quale abbiamo battuto il record di punti segnati in una partita della massima serie.

Questa volta però, il “Principe” non si è soffermato a spiegarci il significato dei numeri che aveva scritto, perché noi avevamo già capito cosa pretendeva da quella partita. Ha nominato unicamente i nomi del quintetto base ed aggiunto: “pressing a tutto campo senza fare falli, contropiede e tiro rapido”.

Ho avuto l’onore di giocare quella mitica partita da record e mi ricordo che dovevo curare Joe Allen, 201 cm per 140 kg.. Cercavo in ogni modo di anticiparlo e talvolta affondavo il mio gomito nel suo fianco. Joe ad un certo punto non ha più seguito lo svolgersi del gioco e ha cominciato ad inveire e correre verso di me. Mentre scappavo lui mi seguiva, il pubblico rideva, fino a che gli arbitri hanno dovuto interrompere la partita con Rubini che mi ha tolto dal campo, per mia fortuna. Se mi avesse afferrato non sarei qui a raccontarlo.

Nei tre anni che ho giocato nelle “scarpette rosse”, due volte Rubini ha voluto battere il record di punti segnati ed entrambe le volte c’è riuscito!!!

A noi giocatori non ha mai dato nessuna spiegazione, né prima né dopo le gare, perché avesse scelto proprio quelle due partite. Si sono fatte molte illazioni, ma quello che è certo che Rubini sapeva quello che poteva pretendere dai suoi ragazzi.

Cesare Rubini in una foto a colori

“Big” Joe Allen