In questa sezione del museo puoi ripercorrere alcune tappe della storia del basket milanese dalle origini.

Storia milanese


La doppia corona di Chuck Jura

Quarto marcatore "ogni tempo" del campionato di Serie A con 9870 punti, nono rimbalzista con 3400 rimbalzi (2395 in difesa e 1005 in attacco), ancora quarto nel numero di canestri da due segnati (2952); ci saranno altri grandi realizzatori e rimbalzisti negli archivi storici, ma nessuno potrà togliere a Charles Lee 'Chuck' Jura la corona di "Re delle Statistiche" della pallacanestro italiana.

Basta un solo elemento per comprovare questa tesi: nessuno è mai riuscito a vincere nella stessa stagione sia la graduatoria dei punti segnati che quella dei rimbalzi conquistati e... di bissarlo nella stagione successiva.

Jura realizzò questa impresa nel 1975/76 indossando la numero 11 giallorossa della Mobilquattro Milano e ripetendosi nel 1976/77 quando i colori diventarono biancoblu con banda verticale al centro del nuovo sponsor Xerox. 

Nei suoi tre anni precedenti, il mancino del Nebraska si era insediato tra i primi tre-quattro giocatori del campionato, ma il suo 75/76 fu devastante, come il chiaro intento di spodestare finalmente il varesino Bob Morse dal vertice della  classifica dei marcatori.

Jura parte con i 40 punti all'esordio nella trasferta persa ai supplementari a Torino, poi fissa il suo massimo in carriera con i 52 punti alla Brina Rieti alla prima casalinga (che però i teatini vinsero con i 42 di quel Lauriski che poi a Milano sarà il compagno ideale di Jura) e non scende sotto i 30 punti fino alla sesta del girone di ritorno in cui ne segnò 29 contro la Brill Cagliari dell'ex Eligio De Rossi.

Da rimarcare i 44 punti nel primo derby al Palalido il 19 ottobre 1975, vinto sulla Cinzano 107-105 all'overtime, i 46 punti alla Jollycolombani Forlì e i 45 nell'ultimo duello dell'anno solare a Masnago in cui il confronto diretto con Morse (39 nell'occasione) raggiunse livelli paradisiaci, nonostante i dolori di Chuck causati dall'appendicite.

La missione era finalmente giunta in porto; Jura, alla media di 35,8 punti a partita, non ebbe rivali, segnando ben 62 punti in più (con una gara in meno) del secondo classificato John Sutter della Brill Cagliari e 219 in più del rivale con la maglia numero 9 bianconera, relegato al sesto posto anche dopo due 'milanesi' come Bertolotti e Lauriski. Nemmeno nella graduatoria dei rimbalzisti la supremazia di Jura non ebbe alcun dubbio: con 366 (17,4 di media) staccò di oltre sessanta unità l'udinese Fleischer e il torinese Laing e si riappropriò del titolo già conquistato nel 1973/74.

Nel computo globale del campionato, ossia nell'arco delle 33 partite giocate (su 36), Jura mette a segno ben 1098 punti (33,2 di media), conquista 550 rimbalzi ed anche 74 palle recuperate, un numero da far invidia ai migliori playmaker della lega.

Il contributo di Jura fissò la classifica della prima fase del campionato della Mobilquattro al quinto posto, leader di un gruppetto di quattro squadre (con Udine, Forlì e Siena) con dieci vittorie in ventidue incontri. Nella Poule Scudetto (l'ultima della storia prima dell'avvento dei playoff), il cammino fu costellato di risultati negativi, con sole tre vittorie (due contro Udine) e le sconfitte in entrambi i match con Venezia e Fortitudo Bologna, provenienti dalla Serie A2.

Jura fu costretto a saltare le prime due partite di questa fase a causa dell'intervento chirurgico a risolvere l'annoso problema con l'appendicite; ciononostante la prima gara casalinga fu un trionfo con la IBP Roma (104-90 il 25 gennaio 76 al Palalido) con 36 punti di Giuseppe Gergati e 25 di Guidali, a supplire le performances dell'americano.

Il suo rientro però coincise con una prima striscia di quattro sconfitte, interrotta dalla vittoria 86-81 con Udine, e poi ripresa con altri sei ko consecutivi. Nell'ultima gara in maglia Mobilquattro (il 99-96 ai supplementari al "Carnera" di Udine), Jura mise a segno ancora 29 punti; un buon biglietto da visita da presentare al nuovo sponsor..

E nel rispetto del settore merceologico della Xerox, Chuck Jura allestì una copia quasi perfetta della stagione precedente. Una partenza di grande produttività (31 punti alla prima, 36 alla seconda e già 43 alla terza contro la solita Brill Cagliari) e poi una velocità di crociera che lo portò a dominare la graduatoria dei realizzatori con 725 punti in 22 partite (media secca a 33) lasciando ancora tanto margine dei confronti degli avversari di sempre Morse e Sutter.

Una prima fase senza particolari picchi: i 43 punti furono il suo massimo stagionale compiuto, oltre alla già citata con Cagliari, in un S.Stefano giocato e vinto allo sprint (86-85) contro la Snaidero Udine. Per il bis nella graduatoria dei rimbalzisti, a Jura furono sufficienti 380 'carambole' (praticamente la stessa media dell'anno precedente) lasciando al posto d'onore Mitchell della JollyColombani Forlì e Leonard dell'Alco Bologna.

Jura chiude il 76/77 con un totale di 1052 punti in 32 partite (media 32,9), con 426/757 dal campo, 200/293 dalla lunetta e 573 rimbalzi (17,9 di media) di cui 407 in difesa e 166 sotto il canestro avversario. Numeri che però non consentono alla formazione di Dido Guerrieri di uscire dal trend negativo che l'ha attanagliata nel finale di stagione: se al termine della stagione regolare la Xerox si era posizionata al sesto posto, la Poule Scudetto fu fallimentare perdendo tutte e sei le gare con Cantù, Cagliari e Fortitudo Bologna. Un solo flash nella semifinale di consolazione con il Gira Bologna, battuto in entrambe le gare (106-95 sul neutro di Reggio Emilia con Jura a quota 24, e 96-85 al Palalido in cui ai 25 dello "Sceriffo" si aggiunsero i decisivi 22 sia di Totò Rodà che di Guidali.

Per la finalina per il quinto posto fu di scena il derby con la Cinzano Milano al Palalido; in entrambe le occasioni, nonostante il ritorno ai grandi bottini di Jura (33 all'andata e 38 al ritorno), l'Olimpia si impose con una certa supremazia, grazie a Carlos Menatti (21 all'andata e 34 al ritorno) e Pino Brumatti (29 all'andata e 20 al ritorno). 

Il sesto posto finale fu addirittura migliorato dalla Xerox nel 1977/78, quello del Mobilgirgi-bis. Chuck Jura non mancò di vincere la sua terza classifica dei marcatori consecutiva (con 647 punti nelle 22 partite della prima fase) ma il suo record personale fu interrotto da Bob Elliott, pivot della Fernet Tonic Gira Bologna, che gli tolse il titolo di miglior rimbalzista della Lega per soli 0,3 rimbalzi di media (293 in 22 gare per Jura, 286 in 21 partite per il pivot giallonero).   

In quella stagione, Jura riuscì anche a eguagliare il suo record personale di segnature con i 52 punti segnati alla Sapori Siena nel 114-105 al Palasport di Via Tesio, valido come semifinale d'andata del gironcino che portò la Xerox al quinto posto finale.

Jura al tiro libero: si riconoscono Lienhard, Giroldi, Meneghel, Crippa e Tombolato a rimbalzo in un Mobilquattro - Forst Cantù al Palalido di Milano.