In questa sezione del museo puoi trovare le schede giocatori ed addetti ai lavori che hanno fatto grande questo sport, con particolare riferimento alla loro "milanesità".

Persone


Lefebre Enzo

Enzo Lefebre, Enzino per gli amici data la sua statura, era nato a Milano il 22 marzo 1948. E' stato un dirigente che ha lavorato nelle più grandi società sportive del tempo e ha lasciato una traccia importante del suo operato non solo in Italia ma anche in ambito europeo.

Fu un frequentatore assiduo, in gioventù, della Canottieri Milano, che fu un crogiolo negli anni 60 di personaggi che avrebbero di lì a poco conquistato posizioni di rilievo nel basket nazionale (Faina, Arrigoni, Eleni, Cappellari, Roggiani, Morini e lo stesso Lefevre).

Iniziò come playmaket tascabile  proprio nella formazione guidata da Bruno Arrigoni alla fine degli anni 60 e al termine del periodo militare abbandonò completamente l'ambiente della pallacanestro per  entrare nel mondo del lavoro.

Dopo qualche esperienza nel settore commerciale, fu assunto da una piccola casa di mode con sede in Toscana con l'incarico di direttore commerciale e marketing.

Lefebre abitava allora a Riccia di Rapolano, nella campagna senese a 30 km dal capoluogo e a metà degli anni 80 il titolare dell'azienda decise, all'insaputa di Enzo, di entrare come socio nella squadra di basket di Firenze. Dato il rapporto di stima (e conoscendo anche i suoi trascorsi cestistici) fu per lui naturale chiedere a Lefebre di occuparsi (a tempo perso) della gestione della squadra e del relativo marketing. Fu pertanto una fortuita combinazione che ha rivoluzionato la sua vita, perchè Enzo al termine del campionato 1988/89, fu contattato da Pavia per diventare il loro General manager.

Era il 1989. Un anno di attività in riva al Ticino e nel 1990 il grande salto all'Olimpia Milano, anche qua per occuparsi delle questioni commerciali e di marketing.

Lefebre all'Olimpia ci rimane quattro anni, con D'Antoni allenatore che si occupava delle questioni tecniche, e proprio in quegli anni si occupa anche di lanciare il Forum di Assago quale casa dall'Olimpia.

Sono anni il cui l'Olimpia conquista una coppa Korac e raggiunge una Final Four di Eurolega ad Instanbul.

Nel 1994 è alla Virtus Bologna, chiamato dal presidente Cazzola, che lo nomina suo vice e la stagione si conclude con lo scudetto di uno squadrone che aveva Danilovic e Brunamonti quali uomini simbolo e Bucci quale coach.

Nel 1995 lascia Bologna per tornare a Milano, affascinato dall'idea di lanciare la Teorematour (al suo debutto in A1) nel basket che conta, ma il tentativo muore.

L'anno dopo, 1996, è pertanto pronto ad uscire dalla sua Milano ed accetta di diventare il Direttore marketing della Verde Sport, l'azienda del gruppo Benetton che sovraintende alle attività sportive e che gestisce anche il centro sportivo omonimo a Treviso.

Qui Lefebre partecipa attivamente alla nascita di eventi come la Summer League, il Nike Eurocamp, oltre che a sviluppare il merchandising e l'immagine delle squadre “aziendali” (basket, volley, rugby). Lancia anche l'Asolo Golf Club.

L'impegno dura sino al 1999 quando una offerta principesca da Bologna, sponda Fortitudo, lo convince a indossare la casacca dell'Aquila, che indosserà per ben sette anni.

Nel primo biennio Fortitudo, riveste la carica di Direttore generale (uno scudetto con Recalcati allenatore nel 2000 e due finali) impegnandosi a fondo per rendere la lega molto più autorevole nei confronti della Federazione. Sempre in Fortitudo, dal 2002 al 2006, il suo ruolo è di vicepresidente (un altro scudetto e tre finali)

In quegli anni è uno dei più attivi promotori del campionato europeo Euroleague, di cui è appunto considerato uno dei fondatori.

Nel 2006, con la vendita diella Fortitudo ad un nuovo proprietario, Lefebre interrompe il rapporto ed approda nuovamente a Treviso (dopo che Gherardini se ne era andato a Toronto) come  direttore generale di Verde Sport ove rilancia la Summer league, il pool “Crescere insieme nello sport” e il potenziamento della presenza Benetton basket sul territorio veneto

Nel 2008 viene nominato GM della Benetton basket, al posto di Atripaldi, ed ingaggia Hackett.

Nel 2010 altra rivoluzione alla Benetton Basket, con sostituzione dello storico presidente Buzzavo con Andrea Benetton e Lefebre promosso ad Amministratore delegato. E dato che i Benetton avevano preannunciato il loro disimpegno, Enzo è assorbito dall'impegnativo compito di garantire una dignitosa exit strategy così da garantire continuità dell'attività ad alto livello. Disimpegno dei Benetton che puntualmente si verifica nel 2011, con Lefebre in frenetica attività per trovare nuovi proprietari, nuovi sponsor e non disperdere il patrimonio giocatori..

Aggredito da una forma tumorale da diversi anni, tutti ricordano quell'ultima stagione sportiva, vedendolo appassire di giorno in giorno, incontrarlo e sentirlo parlare delle trattative febbrili e complicate per garantire un futuro alla pallacanestro di Treviso, sapendo lui stesso che non avrebbe avuto il tempo di vedere il risultato finale. Un uomo buono ed onesto, oltre che capace, che aveva sempre lottato e contemporaneamente lavorato malgrado la malattia richiedesse cure sempre più invasive. Come ha scritto un suo amico di lunga data, Oscar Eleni, Lefebre era “un vulcano che ha lasciato un marchio ovunque si è messo a lavorare”.

E' mancato il primo marzo 2012.

E' stato un membro stabile delle commissioni “Marketing” della Lega basket e di Euroleague. Particolarmente importante la sua esperienza nell'ambito della gestione privatizzata degli impianti sportivi, sponsorizzazioni e marketing.

Proprio per la sua fattiva partecipazione alla ideazione della Euroleage, quest'ultima -in suo onore - aveva disposto che tutte le partite Euroleague della prima settimana del marzo 2012 iniziassero con un minuto di silenzio.

Enzo  Lefebre