In questa sezione del museo puoi ripercorrere alcune tappe della storia del basket milanese dalle origini.

Storia milanese


Derby n.19, 20 e 21 e l'arrivo di Art Kenney all'Olimpia

Fare il salto di qualità per diventare la prima squadra di Milano e vincere lo scudetto, era il desiderio di Valentino Milanaccio: "O questa volta o mai più!!!" sembra aver pensato Giovanni Milanaccio riaprendo i cordoni della borsa per comprare, per il terzo anno consecutivo, il pezzo più pregiato del mercato, nientemeno che il playmaker della Nazionale Massimo Cosmelli.

Purtroppo Porelli, presidente della Virtus Bologna, non si è accontentato dei denari per concedere Cosmelli, ma volle anche Bertolotti ed Albonico, due giovani speranze che a Bologna hanno poi fatto un ottima carriera.

Dopo aver accontentato i responsabili tecnici e la tifoseria, il presidente dell'All'Onestà il 3 ottobre 1970 a Varese, quando si è disputato il derby del trofeo Lombardia, si aspettava che i suoi giocatori facessero fuoco e fiamme, annicchilendo i "cugini".

Rubini, invece, aveva capito che alla sua squadra, per superare l'Ignis, mancasse un giocatore da contrapporre a Meneghin. Pertanto diede il ben servito a Jim Tillman per ingaggiare un "fighter" ben conosciuto in Italia per aver disputato per due anni i tornei estivi con le squadre di Jim Mc Gregor.

Quelli dell'Olimpia se lo ricordavano bene Art Kenney perchè in una tournée siciliana costituita da quattro tornei (Palermo, Ragusa, Catania e Messina), si erano innescata una zuffa che lo aveva visto protagonista insieme a Tillman, Rubini e Faina.

Kenney giocatore più utile che spettacolare, in precedenza non aveva trovato un ingaggio in Italia ed aveva invece spopolato a Le Mans. Il campionato francese però era in quel periodo considerato inferiore a quello nostrano. Art Kenney aveva ottime referenze nella carriera scolastica ed universitaria ma per le sue caratteristiche non aveva suscitato molto interesse nei "Pro".

Derby n.19

La stampa specializzata ancora una volta aveva dato poco credito al Simmenthal gestito in economia da Bogoncelli e Rubini e che aveva visto partire un' icona come Riminucci e cambiato solo lo straniero. Kenney sembrava che non fosse neanche costato uno sproposito oltre alla partita amichevole disputata a Le Mans con incasso lasciato ai padroni di casa. Tutte le premessa nel primo derby della stagione davano per favorita l'All'Onesta ed invece per Milanaccio fu una doccia gelata.

Simmenthal 95: Iellini 12, Brumatti 14, Papetti 4, Masini 18, Gaggiotti 2, Kenney 15, Cerioni 6, Bariviera 4, Giomo 14, Bianchi.
All'Onestà 70: Barlucchi , Gennari 20, Isaac 24, Bovone 17, Cosmelli 2, Zanatta 7, Nizza 4, De Rossi 9, Giroldi e Zanetti.

Una sconfitta di 25 punti a Varese dove il pubblico era tutto schierato con l'All'Onestà dopo essere stati anche graziati da Rubini che non aveva premuto l'accelleratore a tavoletta. Infatti ha fatto scendere in campo per molti minuti tutte le seconde linee, e il neoacquisto Cosmelli che segna solo 2 punti. Per digerire questi due bocconi amari a Milanaccio, non sarebbe bastata una confezione completa di bicarbonato.

L'All'Onestà è anche giunta ultima nel trofeo Lombardia.

Pertanto non si è trattato di una serata storta. Il male oscuro dell'All'Onestà non era ancora stato nè diagnosticato nè tantomeno guarito.

Derby n.20

Il 3 gennaio 1971 al Palalido, giorno del derby del girone di andata del campionato, il Simmenthal era in testa alla classifica con l'Ignis mentre l'All'Onestà galleggiava nel limbo del centroclassifica con quattro vittorie ed altrettante sconfitte. Rubini ha rispolverato per la stracittadina lo schema n.2 contro la difesa ad uomo, ideato da Dido Guerrieri due stagioni prima. Schema che aveva sempre dato ottimi risultati poichè Bovone non si staccava dal proprio avversario sul lato debole e si faceva bloccare, lasciando libero il "Maso". Era uno schema semplice e sembrava impossibile che Sales non avesse ancora trovato un rimedio.

Simmenthal 72: Iellini 16, Brumatti 10, Papetti, Masini 33, Gaggiotti Kenney 2, Cerioni 6, Bariviera 6, Giomo 2.
All'Onestà 66: Barlucchi , Gennari 12, Isaac 14, Bovone 10, Cosmelli 1, Zanatta 23, Nizza 4, De Rossi 6, Giroldi e Grasselli.

Massimo Masini con 33 punti all'attivo aveva sovrastato Bovone fermatosi a 10 punti e Iellini con 16 aveva cancellato Cosmelli che aveva segnato solo 1 punto, come si diceva una volta "quello della bandiera".

Dopo che l'All'Onestà aveva vinto per tre anni consecutivi "l'Oscar del mercato", i valori sul campo nei derby erano restati immutati.

Bogoncelli e Rubini avevano sapientemente investito in giovani di valore ( Bariviera e Giomo), mentre Milanaccio e Garbosi compravano sempre il "pezzo" più costoso del mercato giocatori (Bovone, Gennari e Cosmelli). 

Derby n.21

Il 18 marzo 1971 al palalido si sentiva già puzza di bruciato. Voci di corridoio mormoravano che Milanaccio era molto deluso dai risultati. L' All'Onestà ha offerto nel derby di ritorno una prova di orgoglio o forse, alcuni giocatori ( Bovone e Gennari) volevano mettersi in mostra per trovare un altro buon  approdo la stagione successiva.

Simmenthal 85: Iellini 16, Brumatti 18, Papetti, Masini 19, Gaggiotti, Kenney 14, Cerioni, Bariviera 4, Giomo 14.
All'Onestà 82: Barlucchi , Gennari 17, Isaac 19, Bovone 23, Cosmelli 4, Zanatta 8, Nizza, De Rossi 11, Giroldi, Grasselli.

La squadra di Sales nel poseguo del campionato ottenne risultati altalenanti con due scivoloni a Napoli (-29) e Varese (-20) chiudendo il campionato al quarto posto però a 18 punti in classifica dalle prime due.

Art Kenney nella Gulf di McGregor

Barlucchi, Masini, Giroldi e Kenney

Kenney in stoppata contro Isaac in un Simmenthal - All'Onestà

Massimo Cosmelli in palleggio