In questa sezione del museo puoi ripercorrere alcune tappe della storia del basket milanese dalle origini.

Storia milanese


Terzo spareggio Ignis-Simmenthal e dintorni: stagione 1970/71

Alla fine anni '60 le squadre di Milano e Varese si presentavano profondamente rinnovate.

Milano, oltre a dare un look molto più moderno alla sua celeberrima divisa da gioco, aveva sostituito tutti i suoi anziani campioni. Della squadra che aveva vinto la Coppa dei Campioni nella stagione 65/66 erano rimasti solo Masini e Iellini.

Nel 1968/69 Rubini aveva accentuato le caratteristiche dinamiche del quintetto contando su un solo lungo (Masini) e scegliendo un ala-pivot di colore Tillman dai garretti esplosivi

Anche l'Ignis, fedele alle proprie tradizioni, si era innovata profondamente e dopo il “bidone” del coach americano Laster Lane, che all'ultimo momento preferì restarsene negli Usa, affidò la squadra a Nico Messina, responsabile atletico e sconosciuto nel giro che contava. Il club decise di scommettere su Meneghin come pivot, dopo aver venduto per una cifra astronomica Bovone alla All'Onestà, e ingaggiò come straniero l'ala Manuel Raga, messicano “tiramolla”, che si era messo in mostra alle Olimpiadi di Città del Messico nella sua Nazionale.

Inaspettatamente l'Ignis vinse il campionato 1968/69 (con cinque sconfitte, davanti al Simmenthal che ne aveva subite sei) vincendo nettamente lo scontro diretto a Varese all'ultima giornata di campionato contro i milanesi menomati dall'infortunio di Masini  occorso nei primi minuti di gioco.

La stagione successiva 1969/70 l'Ignis affidò la squadra al celebre allenatore slavo “Aza” Nikolic, richiamando Vittori da Napoli e facendo debuttare Malagoli. Il Simmenthal si rafforzò acquistando due giovani emergenti, Renzo Bariviera e Giorgio Giomo, in sostituzione di Fantin e Ferracini, e per la prima volta nella sua storia confermò il giocatore straniero, Tillman. 

Il Simmenthal in quella stagione ebbe dei problemi sia “interni” (Tillman era indisciplinato, Bariviera stentava ad integrarsi) sia “esterni”: Nikolic era un tattico fenomenale e talvolta disponeva in difesa la sua squadra in una maniera che Rubini non riusciva ad interpretare. Era capitato che il Simmenthal avesse utilizzato schemi contro la difesa ad uomo quando l'Ignis era invece disposta a zona, sia pure atipica perché  i primi tagli degli esterni avversari erano seguiti dal difensore. Il risultato finale era stato per tutti questi motivi ancora più netto a favore dei varesini (scudetto con due sole sconfitte mentre il Simmenthal ne aveva accumulate cinque). Inoltre l'Ignis aveva vinto in entrambe le annate anche la Coppa Italia: nel '69 contro la Fides Napoli e nel '70 proprio contro il Simmenthal.

Rubini era conscio che lo scudetto si conquistava solo battendo l'Ignis e aveva addebitato il problema alla inadeguatezza sotto canestro del duo Masini-Tillman: il primo giocatore molto più  tecnico che fisico e il secondo troppo piccolo e leggero. Infatti, secondo il “ Principe”, i due play Iellini e Giomo erano migliori della coppia Ossola- Rusconi, le ali Brumatti e Bariviera valevano almeno quanto Raga e Vittori, 

In Via Caltanisetta per ribaltare la situazione decisero di sostituire Jim, oltre che per il rapporto umano ormai logoro, con un pivot altrettanto nerboruto quanto Dino, mentre non si era individuato (nella ristrettezza di bilancio) alcun rinforzo tra gli atleti italiani tale da poter dare un valore aggiunto, ritenendo che la formazione italiana fosse comunque adeguata e che garantiva se non il presente almeno un roseo futuro.

Pertanto per la stagione 70/71, la scelta del duo Rubini-Gamba, condizionata anche dal budget che non era affatto elevato (e a questo proposito ricordiamo che Bogoncelli decise di non ingaggiare  il secondo straniero per disputare la Coppa delle Coppe, che fu vinta ugualmente), oltre che dalla ristretta scelta di buoni giocatori USA (stava nascendo l'ABA in concorrenza alla NBA), fu di prendere dal Le Mans un giocatore americano di 2,03 metri, capace di giocatore sia sotto che fuori, molto atletico e grintoso, ed estremamente veloce: Art Kenney. Questo atleta, ad onor del vero, era venuto per 2 anni di fila a disputare i tornei estivi con la squadra di Mc Gregor senza impressionare peraltro nessun club italiano e distinguendosi solo per la foga agonistica, per cui lo scetticismo della stampa e dei tifosi era molto alto.

L'ignis comunque non era restata a guardare ed aveva rinforzato l'organico inserendo una forte ala alta, Ivan Bisson e Paolo Polzot, un ottimo cambio per il duo Ossola-Rusconi, privandosi nel contempo di due buoni comprimari quali Malagoli e Paschini

Il campionato partiva vedendo pertanto come strafavorita l'Ignis Varese, con il Simmenthal che aveva l'incognita Kenney, mentre Forst Cantù e All'Onestà Milano (che aveva fatto l'ennesima ricca campagna acquisti) erano temibilissime outsider.

In realtà le due vedettes Ignis e Simmenthal inciamparono solo una volta, rispettivamente in trasferta contro l'avversaria diretta: a Varese vinse l'Ignis 71-58, a Milano vinse il Simmenthal 73-72, per cui il campionato si chiuse con entrambe le formazioni a 42 punti.

La stagione vide il rendimento di Kenney, in termini di punteggio e di rimbalzi, crescere di gara in gara, diventando in breve idolo dei tifosi che vedevano in lui il vero contraltare a Dino Meneghin, mentre Masini, si confermava per l'ennesima stagione il miglior realizzatore delle scarpette rosse (21,3 punti/partita).

Per essere esatti, la classifica dei marcatori fu vinta da Schull (Fortitudo Bologna) con 540 punti (24,54 p./partita) davanti ad  Allen (Udine), Bennet (Biella), Raga e Masini.

La Forst Cantù subì 6 sconfitte ed arrivò terza. La vera delusione fu la All'Onestà Milano che aveva accumulato ben 10 sconfitte classificandosi quarta e non stupì la decisione del proprietario (e sponsor) Milanaccio di vendere (o svendere) la squadra al termine del campionato.

Per la terza volta nella storia del basket maschile italico era necessario procedere allo spareggio e la Federazione individuò il Palazzo dello Sport di Roma quale luogo della sfida.

Il 3 Aprile 1971, di fronte a 13.312 paganti e circa quindicimila effettivamente presenti (per un incasso record di 21,82 milioni di lire) e a diversi milioni di telespettatori, Ignis Varese e Simmenthal Milano si giocarono lo scudetto, la miglior difesa del campionato contro il miglior attacco.

I pronostici erano tutti per l'Ignis, anche perché la vittoria del Simmenthal nell'incontro di venti giorni prima, in campionato, era stata striminzita e con coda di polemiche: a 40 secondi dalla fine, con punteggio in parità, a Raga venivano concessi due tiri liberi e ne metteva a segno uno solo. Nelle azioni seguenti nessun canestro finché, all'ultimo secondo, Ossola fece fallo su Brumatti ma gli arbitri indicarono Kenney come l'esecutore dei tiri liberi. Arturo li segnò entrambi e così il Simmenthal appaiò l'Ignis in testa alla classifica.

Da ricordare che Cesare Rubini per impressionare l'avversario e per aumentare l'autostima nei propri giocatori, nell'ultima gara del campionato e a dieci giorni dallo spareggio, aveva deciso di battere il record di segnature schierando  -fin dall'inizio della partita al Palalido contro la malcapitata Snaidero di Udine- i propri giocatori a pressing tutto campo. Il Simmenthal segnò 138 punti in quella partita, record che è ancora imbattuto!

Tornando alla partita di spareggio, le squadre si presentarono al completo ed i varesini, campioni d'Italia e d'Europa in carica, presero subito il sopravvento, sostenuti dal tifo dei propri numerosissimi tifosi.

Grande spettacolo, con l'Ignis che metteva subito la museruola ai tiratori milanesi Iellini  e Giomo, sfiancandoli tramite una difesa ossessiva e così costringendoli ad essere poco lucidi in sede di realizzazione ed -ancor peggio- a stentare ad organizzare il gioco.

Il Simmenthal, in difficoltà, si affidava alle prodezze balistiche di Masini mentre Raga imponeva la sua classe: in 12 minuti metteva a segno 17 punti. Rubini lo aveva affidato dapprima a Giomo, poi l'incarico era stato affidato a Brumatti, finché -in preda alla disperazione- aveva dirottato Kenney sull'asso messicano riuscendo così finalmente a neutralizzarlo: il messicano da lì in poi avrebbe segnato un solo punto (ma sarebbe rimasto in panchina quasi l'intero secondo tempo).

Il Simmenthal, che metteva in campo anche Bariviera e Cerioni, non riusciva a trovare una propria identità e subiva i devastanti Vittori e Flaborea, per cui l'Ignis accumulava un vantaggio sempre crescente (37-17 al 16') per chiudere il primo tempo a 39-21.

La supremazia varesina fu così netta per cui agli osservatori sembrava impossibile che il Simmenthal potesse ribaltare l'incontro.

La ripresa vide i milanesi tentare ogni mossa per rosicchiare il pesante passivo, riuscendo grazie anche  al calo del ritmo ed approfittando dell'uscita di Meneghin per 5 falli -a circa 5 minuti dalla fine-  nell'impresa di arrivare a ridurre lo svantaggio a soli 7 punti ad un minuto dalla fine.

La stampa dell’epoca sottolineò che Nikolic aveva dato l'impressione di non voler infierire, dopo aver mandato KO nel primo tempo il Simmenthal, concedendo nei primi 20' alla squadra più prolifico del campionato (84 punti a partita)  solo di segnare 21 punti. Il coach varesino aveva ruotato i suoi giocatori chiave, per non affaticarli in vista della imminente finale di Coppa dei Campioni, facendo giocare Polzot - che nel campionato era stato tenuto quasi sempre in panchina - per ben 16 minuti, mentre Raga - raggiunti i 4 falli - era uscito prestissimo dalla scena salvo rientrare nei minuti finali per una fugace presenza conclusa con il suo quinto fallo.

L’incontro finiva senza ulteriori sussulti col punteggio di 65-57, netto predominio gialloblu con il Simmenthal sconfitto, ma non umiliato.

L'Ignis conquistava il suo quinto scudetto, terzo consecutivo.

I giornali all’indomani esaltarono giustamente la prova di Raga, ma le statistiche rendono tuttora giustizia alla grande prestazione di Flaborea e le ottime partite di Brumatti e Kenney. Purtroppo i rendimenti negativi di Iellini e Giomo spiegano a sufficienza le ragioni della sconfitta milanese.

Nei giorni successivi immediatamente successivi:

  • mercoledi 7 , il Simmenthal, con il solo Kenney come straniero, vinceva a Milano la seconda partita di finale contro lo Spartak Leningrado  (71-52), riscattando la sconfitta patita in Russia (56-66), ed in tal modo succedeva alla Fides Napoli nell'Albo d'oro della Coppa delle Coppe (secondo trofeo europeo per importanza)
  • giovedi 8, in Coppa dei Campioni, l'Ignis (campione uscente) invece perdeva sonoramente  ad Anversa contro i russi dell'Armata Rossa  (53-67). Stessi protagonisti della finale dell'anno prima, ma con risultato capovolto,. Mentre per il Simmenthal lo sconfitta dello scudetto aveva reso ancora più  determinati i milanesi nello scontro con lo Spartak, i varesini si erano presentati all'appuntamento belga scarichi psicologicamente, praticando un gioco pasticciato e lento, e venendo inaspettatamente battuti.   
  • domenica di Pasqua 11 e  lunedi 12, si tenevano a Viareggio le fasi finali di Coppa Italia. Il Simmenthal perdeva clamorosamente contro la Fides Napoli in semifinale (78-74), salvo poi riscattarsi contro la Forst  (66-63) classificandosi al terzo posto.  L'Ignis, a cui il coach Nikolic aveva ricaricato rapidamente “le pile”,  eliminava prima la Forst Cantà (83-78) e poi batteva in finale  la Fides (83-60).

3 aprile 1971     
Roma . Palazzo dello Sport  EUR - ore 18.30
Ignis – Simmenthal   65-57 (39-21)
Ignis : Ossola 2, Flaborea 16, Meneghin 4, Raga 18, Vittori 11, Rusconi 1, Bisson 6, Polzot 4 , Bulgheroni n.e., D'Amico n.e. - allenatore : Nikolic
Simmenthal:  Iellini 8, Giomo 2, Masini 12, Kenney 12, Bariviera 6, Brumatti 16, Cerioni, Papetti n.e., Paleari n.e., Gaggiotti n.e. - allenatore : Rubini
Arbitri: Albanesi e Zambelli
Usciti 5 f:  Meneghin al 35' e  Raga al 39'

Cerioni al tiro in occasione dello spareggio di Roma tra Simmenthal e Ignis Varese. Si riconoscono anche Bariviera, Zanatta, Raga e Kenney.

Cerioni: i tiri liberi di Kenney e lo spareggio 1970/71

Il ricordo di Mauro Cerioni sullo spareggio 1970/71 . . Ricordo nitidamente il mio primo spareggio, ma voglio innanzitutto fare una precisazione che riguarda due miei grandi amici. . . Nella partita di ritorno di quell'anno contro l'Ignis, disputata a Milano, e da noi vinta per un punto grazie...  >>

Iellini, Kenney, Brumatti, Vittori, Bariviera, Zanatta in uno dei tanti Simmenthal-Ignis

Kenney e Papetti: quello spareggio 1970/71 contro l'Ignis a Roma

Il ricordo di Arthur Kenney sullo spareggio 1970/71 . . Nella partita di campionato avevamo il possesso palla a pochi secondi dalla fine quando mi è stato passato il pallone sull’angolo a destra, davanti alla panchina di Varese. Io sono andato a canestro e mentre tiravo mi hanno fatto fallo...  >>

La formazione dell'Ignis Varese anno 1970/71

Manuel Raga

Kenney contro Ossola - Stagione 1970/71

Sfida Ignis-Simmenthal nella stagione 1970/71. Si riconoscono Flaborea, Meneghin, Bariviera, Vittori e Masini

Art Kenney ci manda questa foto scattata immediatamente prima dei suoi due tiri liberi che sancirono la vittoria della partita Simmenthal - Ignis 1970/71 accompagnandola con questo scherzoso commento: "Flaborea si lamenta con l'arbitro Bianchi del fischio arbitrale perché - secondo lui - per essere considerato fallo dovevano menarmi in quattro ed invece solo tre varesini mi avevano assalito".