Racconti


Ho visto il “provino” di Lonnie Shelton

Testimonianza di Marco Lucchini, nostro lettore, che si definisce ex giocatore delle giovanili del Leone XIII, milanese fierissimo, grande appassionato di basket ma soprattutto un tifoso dell’Olimpia.

Fine anni 70, non esisteva il cellulare, non esisteva Facebook, nessun “social”. Chi aveva voglia di sapere qualcosa di basket frequentava come me il Palalido anche durante la settimana, leggeva “Giganti del Basket” e faceva colazione con “La Gazzetta dello Sport”.

Ogni tanto però la “Gazza” ti segnalava che alle 17:00 alla secondaria del Lido c’era un provino di un nuovo americano…

Settembre 1976: gira voce che l’allora Innocenti volesse provare un nuovo straniero in sostituzione del pivottone mancino Kim Hughes. Ma l’attesa fu’ vana… Il nuovo straniero è in ritardo, forse debutterà solo per l’amichevole organizzata il giorno successivo con Cantù (mi pare).

Piccolo excursus: l’allora sponsor Innocenti lasciava l’Olimpia e per quella partita Milano si presenta in campo con delle improponibili magliette bianche con il simbolo dell’Unicef e dei pantaloncini azzurri della divisa ufficiale del campionato precedente.

Beh l’attesa per il nuovo straniero è ai massimi livelli… il suo nome e’ Lonnie Shelton: un giocatore appena uscito dall’Università (anzi non l’ha neanche finita) che si presenta in Europa semi-sconosciuto. Un pivot anomalo di 2,03cm per 110 Kg.

E’ un mandingo fatto e finito.

Si presenta in riscaldamento visibilmente emozionato ed un po’ impacciato, fà subito capire di che pasta è fatto con un paio di schiacciate impressionanti.

Comincia la partita e mano a mano che passavano i minuti tutti gli spettatori del Palalido non vedevano l’ora che Shelton prendesse la palla per vedere una sua schiacciata o un suo gesto atletico. Aveva una potenza mostruosa, faceva fatica a stare in campo perchè era talmente potente che non sempre riusciva a gestire la sua forza.

Fece una ventina di punti, tutti con azioni veramente spettacolari. Mostrò a tutti le sue qualità e quanto diverso fosse il "suo" basket da quello che normalmente vedevamo in quei tempi. 

Peccato che i dirigenti dell’Olimpia nulla poterono fare contro la concorrenza dei Knicks di N.Y. che se lo accaparrarono dopo questi pochi giorni passati a Milano.

Io andai a vederlo ancora il giorno successivo alla secondaria in allenamento ma purtroppo era già tutto deciso, il grande Lonnie avrebbe avuto una bella carriera anche nei Sonics.

A me resta il bellissimo ricordo e la grande emozione di quel provino per Milano che come altre volte in seguito portò grandissimi personaggi al Palalido.

SCHEDA DI LONNIE SHELTON

"Lonnie Shelton, nato a Bakersfield (California) nel 1955, è stato per un decennio una delle ali più controverse della NBA, tanto potente e sostanzioso sotto le plance quanto inaffidabile fuori dal perimetro di gioco.

Dopo tre stagioni all'Università di Oregon State (per i quali aveva rinunciato a un precoce approdo nella ABA), è stato selezionato al secondo turno dei draft NBA 1976 dai New York Knicks (25sima scelta assoluta), con i quali ha giocato le prime due stagioni da professionista. La svolta della sua carriera è stata il trasferimento nel 1979/80 ai Seattle Supersonics; entrato subito in quintetto-base a supporto di Jack Sikma, è stato un elemento determinante per una delle più dure ed efficaci difese della lega. A fine stagione i Sonics hanno vinto il loro primo titolo NBA, sconfiggendo i Washington Bullets nel remake della sfida dell'anno precedente. Shelton, nei suoi primi otto anni ha mantenuto una media punti in doppia cifra, nonostante qualche infortunio serio e una 'fama' di giocatore dai problemi disciplinari. E' stato per tre anni il leader della speciale classifica dei...falli commessi (ben oltre i 300 a stagione), ma questo non gli ha impedito di essere eletto nel secondo miglior quintetto difensivo e di partecipare all'All Star Game del 1982.

Nel 1983/84 si trasferisce ai Cleveland Cavaliers (all'epoca una delle franchigie più scadenti) in cambio di un diritto di seconda scelta, sintomo di un rapporto ormai logoro con coach Wilkens e aggravato da uno stile di vita ritenuto non consono, specie dopo il fallimento del suo primo matrimonio. Solo nel suo primo anno riesce a mantenere i suoi standard (10.9 punti e 4.8 rimbalzi a partita), poi inizia un rapido declino che lo induce a ridurre il suo apporto in campo e a optare per il ritiro definitivo al termine del campionato 1985/86, ossia a poco più di 30 anni. Nei suoi dieci anni nella NBA ha disputato 725 partite (52 nei playoff) mettendo a segno 8.673 punti, con 4.549 rimbalzi, 1.560 assist, 602 stoppate e 791 recuperi." 

Racconto inviato e quindi riservato per il Museodelbasket-milano.it.

IMMAGINI ALLEGATE

Lonnie Shelton (n.8) strappa un rimbalzo

Lonnie Shelton marcato da Jabbar