In questa sezione del museo puoi ripercorrere alcune tappe della storia del basket milanese dalle origini.

Storia milanese


McDonald's Open: le edizioni non milanesi

La sintesi delle altre sei edizioni del McDonald's Open/Championship in cui non è stata impegnata l'Olimpia Milano, in attesa dell'epilogo del torneo che si è svolto al Forum di Assago. Per il compendio statistico abbiamo preparato una pagina apposita.

 

Edizione 1988
Dopo aver concesso al torneo una buona squadra per il 1987, il commissioner NBA David Stern per l'approdo del McDonald's in Europa si giocò la carta del blasone: a calcare il parquet del Palacio des Deportes di Madrid arrivarono nientemeno che i Boston Celtics di Larry Bird, McHale, Parish e Ainge. I biancoverdi si sbarazzarono in semifinale della Yugoslavia (ultima nazionale invitata al McDonald's) che schierò Vlade Divac e Toni Kukoc desiderosi di mettersi in mostra mentre il loro connazionale Drazen Petrovic era in forza al Real Madrid. Nell'altro confronto, "pilotato" per avere in finale i padroni di casa, il Real ebbe la meglio su una Scavolini Pesaro incompleta: i campioni d'Italia schierarono un solo americano (Larry Drew) per l'assenza di Darren Daye e conclusero poi all'ultimo posto. I Celtics, nonostante fossero in pre-stagione, furono una macchina da canestri e Larry Bird (29 punti) illuminò Madrid con uno spettacolo tecnico sopraffino e mettendo la firma a tutte le azioni che ricacciarono indietro il Real che arrivò fino al -6. Anche Drazen Petrovic fu particolarmente ispirato, ma contro la difesa di Dennis Johnson si fermò a quota 22 punti e 6 assist. Per una triste coincidenza, in quel quintetto-base il Real schierò due grandi giocatori che negli anni successivi persero la vita in un incidente stradale: Fernando Martin nel 1989 e Drazen Petrovic nel 1993. A quest'ultimo fu poi intitolato il premio di MVP del McDonald's. 

Edizione 1990
Furono quasi 17.000 gli spettatori al Palau S.Jordi di Barcellona a trattenere il fiato al momento del  tiro da tre punti di Gerald Wilkins a 30" che infranse il sogno della Scavolini Pesaro. I New York Knicks rischiarono davvero di perdere contro la squadra di Sergio Scariolo (in vantaggio 105-100 a 90" dalla fine dei regolamentari) che con Darwin Cook (35 punti), Darren Daye (29) e Walter Magnifico (21) mise in scacco la difesa newyorkese. Unico totem invalicabile per Pesaro fu Pat Ewing con 17 rimbalzi, 8 stoppate e 34 punti di cui 6 decisivi nel supplementare. Nella serata finale, i Knicks moltiplicarono lo sforzo per non cadere ancora in trappola e sconfissero 117-101 Spalato, campione d'Europa concedendo a Toni Kukoc solo 18 punti e 11 assist. Nella finalina, Pesaro perse ancora di un solo punti contro i padroni di casa del FC Barcelona, sbagliando con Cook il canestro del possibile ultimo sorpasso: medaglia d'oro alla sfortuna. 

Edizione 1991
Parigi fu l'unica città ad aver ospitato due volte la manifestazione cestistica griffata McDonald's, sempre all'Omnisports di Bercy. Nel 1991, unica edizione a cui non furono invitati club italiani, fu incoronato MVP nientemeno che Magic Johnson, nel 1997 Micheal Jordan. Se nella prima partita i Los Angeles Lakers ebbero strada spianata di fronte a un Limoges congelato dall'emozione (23 punti per Vlade Divac, 21 assist per Magic Johnson), nella finale videro rapidamente consumarsi nell'ultimo quarto 13 punti di vantaggio al cospetto di una Joventut Badalona micidiale fino all'ultima azione con il dubbio di uno svarione arbitrale nell'azione decisiva. I catalani arriveranno a perdere anche la Coppa dei Campioni all'ultimo secondo contro il Partizan, ma lì quella di Djordjevic fu una vera prodezza. Qualche giorno dopo il torneo di Parigi, Magic Johnson annunciò il suo ritiro dopo aver appreso della sua sieropositività all'HIV. 


Edizione 1993
Saltato il 1992 per la concomitanza con i Giochi Olimpici, l'Open disputò in Germania la sua ultima edizione con questa denominazione: dopo la nuova scansione biennale, nel 1995 diventò 'Championship'. La NBA portò a Monaco i Phoenix Suns, reduci dalla sconfitta nella serie finale contro i Chicago Bulls; la loro stella, l'incontenibile Sir Charles Barkley, non fu preso in simpatia dal pubblico tedesco, nonostante due performance molto concrete sia contro il Real Madrid di Arvidas Sabonis che con i 28 punti in finale contro la Virtus Bologna. Un'intensità costretta sin da subito dalle rappresentanti europee: il Real chiuse sul +8 il primo periodo con Cargol (26 punti) e Arlaukas (24), mentre la Buckler di coach Bucci rimase ancora sul -12 all'inizio dell'ultimo periodo della finale con meriti a Cliff Livingston (23) e Danilovic. I bolognesi raggiunsero la finale sconfiggendo prima i brasiliani del Franca (129-88 con 25 punti di Moretti) e poi i campioni d'Europa del Limoges (101-85).

Edizione 1995

Un piccolo primato per il basket italiano con la Virtus Bologna unica formazione a raggiungere due volte la finale del McDonald's; anche a Londra 1995 la Buckler partì dal primo turno, e sconfisse due formazioni blasonate come il Maccabi Tel Aviv e poi il Real Madrid con un doppio show di Arian Komazec (34 e 30 punti). In finale l'ostacolo rappresentato dagli Houston Rockets (prima formazione campione in carica NBA a partecipare al Championship) fu insormontabile per la squadra di coach Bucci: senza l'infortunato Hakeem Olajuwon, fu l'altra stella Clyde Drexler a dispensare giocate di gran basket. La guardia dei Rockets guadagnò il premio di MVP con una finale da 25 punti e 10 assist; per la Virtus 34 punti di Orlando Woolridge mentre per Houston 23 punti per Sam Cassel e 22 per Chucky Brown. 


Edizione 1997
"Re Michael Jordan" sbarcò a Parigi senza i suoi due prodi paladini Pippen e Rodman; ma il pubblico francese ne fu ancora più entusiasta. In primo luogo perchè nella semifinale il PSG Racing, nonostante lo show di MJ, limitò l'attacco dei Chicago Bulls a soli 89 punti (secondo di dettami di un coach difensivista come Maljkovic), il minimo storico per una franchigia NBA nel torneo, perdendo di soli sette punti. In seguito per la replica nella finale contro l'Olympiacos con 27 punti e 3 assist in 29 minuti in una finale servita ai Bulls solo per testare il pivot Dragan Tarlac, che avrebbero portato in squadra qualche anno dopo. Unica luce soffusa del Championship fu quella di Toni Kukoc, giunto alla sua quinta apparizione in un 'Open' tra Yugoslavia, Spalato e Bulls, con 0 punti in semifinale e 5 in finale con tanto di divergenze con coach Phil Jackson. Finale di consolazione per la Benetton Treviso di Obradovic, sorpresa nel primo turno (87-78) dagli argentini dell'Atenas Cordoba, poi giunti terzi, subendo l'asse Campana-Oberto, che ha relegato all'ultimo posto il Barcellona (106-103) con 29 punti di Henry Williams.

Foto di gruppo con i Phoenix Suns e la Virtus Bologna all'edizione 1993 del McDonald's Open a Monaco di Baviera