In questa sezione del museo puoi ripercorrere alcune tappe della storia del basket milanese dalle origini.

Storia milanese


Il Palazzo dello Sport della Fiera ed il basket

Il Palazzo dello Sport della Fiera, grande opera dell’arch. Paolo Vietti Violi, inaugurato nell’aprile 1923 ha ospitato sotto le sue volte innumerevoli incontri di pallacanestro, tutti di alto livello, pur con tutte le difficoltà a conciliare le esigenze dell’Ente Fiera con quelle dei campionati.

La pallacanestro (non si parlava ancora di basket) fece il suo esordio sotto la grandiosa volta nel 1933 con la Coppa Motta, torneo regionale organizzato dalla Federazione, vinto dal Dopolavoro Borletti. Da segnalare che in occasione della gara di finale Borletti-Osa (22-8), disputata il 29 gennaio 1933, si svolse anche in anteprima un incontro amichevole di pallacanestro femminile tra la Canottieri Milano e il GUF Milano (16-10).

Ci furono parecchi anni di assenza del pallone a spicchi, che tornò a rimbalzare nell’ambito del recinto fieristico (ma non nel Palazzo dello Sport) a partire dal Campionato di basket 1947-1948.  La Pallacanestro Olimpia, che si era appena iscritta al campionato di serie A, aveva infatti affittato -per i mesi invernali- dall’Ente Fiera un capannone per disputarvi gli incontri di basket e attività di tennis, prendendone effettivo possesso il 6 novembre 1947 e disputandovi domenica 8 novembre alle ore 17.30 la gara Olimpia Mi-CSAB Bari.

Nell’annata successiva 1948-49 l’Olimpia, che si era nel frattempo fusa con il Dopolavoro Borletti assumendo dapprima la denominazione Borletti Olimpia e successivamente solo Borletti, aveva continuato ad affittare il capannone dall’Ente Fiera. Tale situazione si protrasse anche per i campionati 1949-50, 1950-51,1951-52, 1952-53, 1953-54.  Ovviamente nel contratto era previsto che le attività istituzionali della Fiera dovessero avere la precedenza su quelle del basket, ragione per cui negli anni a seguire ogni tanto l’Olimpia Borletti (poi sponsorizzata Simmenthal) fu costretta ad emigrare alla palestra Forza e Coraggio o al Palaghiaccio di Via Piranesi, dove veniva steso un parquet amovibile. Ma non solo il basket in quel periodo si “muoveva” sul ghiaccio: Celentano, Jannacci e Gaber diventarono famosi proprio dopo aver partecipato, in quella stessa struttura, al primo festival italiano del rock.

Da notare che in tutte queste annate sportive l’Olimpia Borletti vinse 5 titoli italiani consecutivi ed arrivò due volte seconda.

Il Palazzo dello Sport era, però, rimasto in questa situazione sempre tabù per la pallacanestro. La svolta si ebbe nel 1954 allorché l’Olimpia, in accordo con la SIS –famosa organizzazione di spettacoli sportivi-, propose all’Ente Fiera di fare svolgere il Trofeo Internazionale Mairano presso il palazzo dello Sport. Compito non semplice perché occorreva l’assenso dell’Ente Fiera e della stessa Federazione. Il duo Bogoncelli-Strumolo, rispettivamente patron dell’Olimpia e della SIS, fu convincente ed ottenne quanto desiderato ma pretese anche una serie di significative migliorie di carattere funzionale del Palazzo dello Sport.

Innanzitutto fu installato un parquet, verniciato con un verde brillante, che venne posto su una struttura (36 x 22 m) sopraelevata di ben 80 centimetri rispetto alla pavimentazione esistente, nell’intento di consentire al pubblico del nuovo parterre (3800 spettatori) di seguire comodamente le prestazioni dei giocatori. Furono aggiunte anche delle tribune in modo da poter accogliere complessivamente oltre 8.000 spettatori. Ovviamente furono migliorati gli spogliatoi, potenziato l’impianto di illuminazione ed allestita una capace sala stampa.

Al torneo, disputato dal 25 al 30 maggio 1954, parteciparono le nazionali più in vista dell’Europa (tra cui quella dell’Unione Sovietica, vicecampione olimpica, che veniva in Italia per la prima volta), ne risultò un successo con una vasta risonanza mediatica, tanto che l’evento fu definito un “secondo campionato continentale”.

Chiusa la manifestazione, il Borletti chiese all’Ente Fiera di poter disputare gli incontri di campionato proprio nel Palazzo dello Sport e l’accordo fu presto trovato. Il parquet venne smontato dalla sovrastruttura e semplicemente appoggiato sulla pavimentazione. Nel tempo venne installato anche un futuribile tabellone luminoso segnapunti, del tipo impiegato nei palazzetti dello sport USA, che scendeva dal soffitto in corrispondenza della metà campo. Tale soluzione, ottima per il pubblico, aveva il difetto di rendere il punteggio difficilmente visibile ai giocatori, per cui ai bordi del campo sopravvisse un tabellone manuale, su cui due graziose ragazze aggiornavano il punteggio.

Il Borletti prese ufficialmente possesso del Palazzo dello Sport il 28 novembre 1954 alle ore 15.  Pur essendo una giornata fredda e piovosa, ben 3.000 appassionati vi confluirono per assistere all’incontro di campionato Borletti Milano - Stella Azzurra Roma (61-41).

La collaborazione fra l’Olimpia (sponsorizzata dapprima Borletti e dal 1956 Simmenthal) continuò felicemente sino alla stagione 1960-61, durante la quale il Comune di Milano mise a disposizione il Palalido, struttura appena realizzata e “studiata” apposta per il basket.  Per questa ragione il Simmenthal disputò solo le prime partite della stagione 60/61 al Palazzo dello Sport della Fiera: l’ultimo incontro ivi tenuto fu Simmenthal-Lazio Roma (64-38) disputato il 20 novembre 1960, mentre la gara casalinga successiva Simmenthal-Ignis del giorno 8 dicembre 1960 si tenne per l’appunto al Palalido.

Una curiosa nemesi: La prima partita disputata dal Simmenthal nel Palazzo dello Sport della Fiera vide come antagonista una squadra capitolina esattamente così come nell’ultimo incontro. Il Palazzo dello Sport della Fiera vide complessivamente la squadra di casa vincere quattro scudetti consecutivamente e un secondo posto. L’Ente Fiera (considerando i due impianti affittati) fu testimone di ben nove titoli italiani e di tre secondi posti.

La collaborazione tra il basket e l’Ente Fiera in termini continuativi ebbe termine nel 1960, ma ebbe due occasionali strascichi.

Nel 1967 il Comune di Milano decise di concedere alla Democrazia Cristiana il Palalido come sede per il suo congresso.  Giocoforza, in assenza di altre alternative, il basket tornò nell’impianto di Piazza 6 Febbraio, ove furono installati un parquet e tribune provvisorie idonee. Vi furono disputati in tale occasione più incontri. In data 12 novembre si tenne All’Onestà Milano-Ignis Varese (53-65), il 19 novembre il derby Simmenthal-All’Onestà (77-65) e il 26 novembre All’Onestà-Fortitudo Bologna (72-69).

Nel 1972 fu il partito Comunista a scegliere come sede di congresso il Palalido e le squadre di vertice milanesi dovettero nuovamente traslocare al Palazzo dello Sport della Fiera. Vi fu disputato l’8 marzo l’incontro di Coppa Italia Simmenthal-Partenope Napoli (76-83), mentre la domenica successiva 12 marzo vennero giocati due incontri: basket femminile alle ore 15.45 tra Standa Milano-Treviso e alle ore 18 Simmenthal-Norda Virtus Bo (80-58). Domenica 19 marzo venne giocata Mobilquattro-MaxMobili Ps (70-72). e questa fu l’ultima volta che si vide il pallone a spicchi saltellare nel grande catino del Palazzo dello Sport. 

L’Ente Fiera, a torto o a ragione, al tempo ritenne di non dover fare investimenti per il mantenimento o l'adeguamento del Palazzo dello Sport, probabilmente nella convinzione che sarebbe stato soppiantato dal nuovo Palazzo dello Sport di San Siro (iniziato nel 1970 e inaugurato nel 1976).

Per effetto di questa scelta (o non scelta) concerti musicali, grandi spettacoli, basket, tennis, ciclismo trovarono in Milano altre strade o meglio altre location, non necessariamente il Pala SanSiro. E quando nel gennaio 1985 la neve fece collassare (ma per l’incuria di chi doveva garantirne l’integrità) sia il Pala SanSiro che il Vigorelli, nacque l’esigenza di garantire la sopravvivenza delle grandi manifestazioni di musica, basket, ciclismo, tennis ospitati negli impianti diroccati. I giornali del tempo testimoniano che nessuno (compreso l’Ente Fiera) osò avanzare la proposta di utilizzare come alternativa l’immenso Palazzo di Piazza 6 Febbraio, destinato così a continuare a rimanere desolatamente vuoto. 

Campo di gioco al PalaFiera durante Trofeo Mairano- anno 1954

Pagani (6) e il tecnico Borella - anno  1956-57

Sandro Riminucci in azione al PalaFiera in una partita del 1957

Quello che restava del Palazzo dello Sport presso la Fiera Campionaria, in una foto del 2010