In questa sezione del museo puoi trovare le schede giocatori ed addetti ai lavori che hanno fatto grande questo sport.

Persone


Rezoagli Marta

Marta Rezoagli è stata una delle ultime giocatrici 'milanesi doc' a eccellere in campo nazionale e internazionale pur non avendo mai indossato la divisa di una società della sua città natale. E' nata a Milano l'8 novembre 1973 e sin dagli approcci al MiniBasket si intuisce che è una ragazza speciale. Muove i primi passi cestistici nel Basket Vianney, una delle poche società della zona ovest, dove spicca per la fisicità fuori dal comune. Non è, e non lo sarà per tutta la carriera, un pivot pesante e poco mobile, anzi il suo marchio di fabbrica sarà proprio la dinamicità, che si è espressa al meglio in difesa e a rimbalzo. Con queste caratteristiche è stata apprezzata come ottimo elemento di squadra sia in campo che in spogliatoio.
Viene scoutizzata da Paolo Volontieri della Riccelli Rho durante un torneo all'aperto all'oratorio S.Curato d'Ars in zona Giambellino. Il dirigente rhodense, anticipa la concorrenza di altre scuole cestistiche (Cavezzo e Magenta) troppo lontane dall'ambito familiare e nel nel 1986 inserisce Marta nei ranghi del proprio settore giovanile. Da lì a poco è aggregata al gruppo senior che disputa il campionato di serie B con coach Marzio Piazza nel 1987 quando ancora era al primo anno della categoria cadette. Le sue doti non sfuggono anche al settore squadre nazionali, con il quale inizia la trafila che la porta a partecipare agli Europei Juniores nel 1990. La Comense nel 1992 la preleva da Rho, ma la gira immediatamente all'Alzate Brianza in cambio di Stazzonelli.

Al suo primo anno con la Sireg Brianza è subito ritorno in A1 con alla guida Andrea Petitpierre e con compagne come Vedovati e Balleggi. Nella stagione successiva 1993/94 è un expolit di risultati che porta la compagine di Alzate a al quarto posto finale in stagione regolare e all'eliminazione in gara-3 contro Priolo nei quarti di finale. Marta esordisce ufficialmente in Serie A il 19 settembre 1993 in trasferta contro Bari (vittoria 39-74 con 4 punti) per un totale di 33 presenze e 211 punti. Il suo ottimo anno da rookie è il preludio per il debutto in Nazionale Maggiore che avviene il 7 maggio 1994. Coach Aldo Corno la chiama per il Torneo Internazionale di Myjava (in Slovacchia) e per i Goodwill Games di S.Pietroburgo con la formazione Sperimantale; non arrivano invece le convocazioni per i Mondiali in Australia e per la tournee negli USA di novembre 1994, utile al nuovo coach Riccardo Sales per saggiare le potenzialità del suo gruppo.

Nel frattempo, alla ripresa dei campionati la favola della Sireg si conclude anzitempo e Marta e compagne sono libere di trovare una nuova collocazione. Marta entra nel mirino di Parma, città con la quale nasce un legame davvero speciale e che continua anche oggi dopo il ritiro dalle scene. La Primizie di coach Paolo Rossi è tra le big del torneo e Marta si ritaglia buoni spazi d'impiego (28 presenze e 247 punti) in un reparto lunghi che è già forte con Lacy e Schiesaro. Alla prima esperienza in campo internazionale, Marta raggiunge la finale di Coppa Ronchetti, che però è amara per Parma per il secondo anno consecutivo, perdendo il doppio confronto con Bourges (Rezoagli 9 punti all'andata e 13 al ritorno). Anche se Parma fallisce ancora l'accesso alle semifinali playoff, sciupando il terzo posto in regular season e lasciando i quarti a Faenza, il nome di Marta non esce dalle liste di coach Sales che la convoca a pieno merito per gli Europei di Brno, dove la Nazionale Maggiore conquista un'inaspettata, travolgente e coinvolgente (dal punto di vista mediatico) medaglia d'argento. L'Italia arriva alla finale con un percorso netto di otto vittorie, tra le quali Marta risulta decisiva con 10 punti nel 63-46 inflitto alla Yugoslavia nella seconda giornata. Nella finale del 18 giugno 1995, è però l'Ucraina a dominare 77-66 nonostante i 27 punti di Caterina Pollini. 

Il magico 1995 per Marta non è ancora concluso; tra la fine di agosto e i primi di settembre, arriva un altro glorioso successo: la medaglia d'oro alle Universiadi di Fukuoka, ottenuto battendo 73-65 nientemeno che gli USA di Tina Thompson, con 24 punti di Susanna Bonfiglio e un gruppo coeso con Paparazzo, Adamoli, Balleggi e Schiesaro. L'esultanza di Marta in 'stile Tardelli' resta una delle immagini simbolo che accompagnano la stagione femminile 1995/96.

Con Parma vince 'solo' la Poule Ronchetti (guadagnando il pass per le Coppe ma senza entrare nelle final four di campionato), ma per Marta il momento più emozionante deve ancora arrivare. L'argento agli Europei ha consegnato alle azzurre anche il pass per i Giochi Olimpici di Atlanta 1996, dove Marta disputa otto partite (solo 7 punti a segno), concludendo all'ottavo posto (dopo due vittorie nelle prime due gare) perdendo la finalina contro il Giappone.
Il 1996/97 è l'anno delle ... finali perse. Parma, fortissima con Kouznetsova e Cinthia Cooper, esce sconfitta nettamente nell'ordine: Coppa Italia (74-54 - Rezoagli 13 - contro Comense dopo aver battuto in semifinale le padrone di casa di Priolo), Coppa Ronchetti (72-54 e 59-71 in casa contro il CSKA Mosca) e la finale Scudetto 3-1 ancora contro la Comense, nonostante una straordinaria vittoria 55-92 a Casnate in gara-1. 
Ma l'anno successivo arriva finalmente un paio di piccole vendette sportive: a inizio 97/98 è subito Supercoppa Italiana a Milano, vinta 69-58 contro l'imbattibile Comense (senza straniere per l'occasione), e poi la Coppa Italia conquistata sul campo di casa battendo 63-60 la Famila Schio con in panchina coach Ranuzzi che aveva sostituito il milanese Marco Rota. In campionato i risultati non sono così continui e la corsa si ferma ancora ai quarti di finale contro il Vittuone dell'ex-coach parmense Paolo Rossi. La sua quinta e ultima stagione a Parma è povera di soddisfazioni: sempre vicina ai 10 punti di media partita, Marta non riesce a portare la CariParma oltre i quarti di finale dei playoff, anche se questa volta almeno un turno lo si era superato, battendo Vicenza negli ottavi e cambiando poi allenatore per il turno successivo (fuori Ranuzzi dentro ancora Rossi). Paradossalmente Parma tornerà a vincere un trofeo l'anno successivo (la Coppa Ronchetti contro Canarias) quando Marta ha abbandonato la città ducale per unirsi al progetto dell'ambiziosa Rescifina Messina (quell'anno in A1 c'era anche la PCR Messina). Dopo l'ennesima uscita nei quarti (per mano del Priolo, poi campione d'Italia), Marta decide di tornare in Lombardia, alla Friliver Varese del suo 'original coach' Andrea Petitpierre. Il suo 2000/01 dura però solo sei partite, a causa del primo incidente al ginocchio resterà lontana dai campi fino alla stagione successiva. La malasorte però colpisce Marta anche dopo il passaggio nel 2001/02 alla Copra Alessandria, sottoforma di un guaio all'altro ginocchio, complicato da importanti traversie post operatorie.

Con la squadra di coach Ricchini resta anche nella stagione successiva in cui, da ultimo posto disponibile per i playoff, si toglie la soddisfazione di rubare 'un set' alla Comense di Fabio Fossati. Alla soglia dei trent'anni è chiamata dalla Reyer Venezia per dare un plus di esperienza al gruppo di Gianolla e Sottana; l'Umana raggiunge la finale di Coppa Italia alle Final Eight di Napoli, perdendo 52-48 contro Schio e in seguito, vincendo il suo raggruppamento nella seconda fase di un'A1 dalla formula complessa, anche la semifinale scudetto, persa 3-1 contro...Parma.

Per Marta forse è arrivato il momento di raccogliere i massimi allori nazionali. Passa a Schio (con coach Fabio Fossati) e vince la sua seconda Coppa Italia, battendo Napoli 63-51 alle Final 6 di Parma; poi arriva lo strameritato scudetto. La Famila nel 2004/05 è una sorta di macchina da guerra: conclude al fianco di Napoli in vetta alla regular season ma nei playoff non perde nemmeno un colpo, infilando prima Priolo poi Parma e infine Faenza (3-0 nella serie finale). Il supergruppo con Moro, Ciampoli, Masciadri, Donaphin e Cintia si concede il bis anche nel 2005/06, questa volta portata allo spareggio di gara-5 da Priolo sconfitta 83-76 sul campo amico il 17 maggio 2006.
In quella data Marta conclude il ciclo di tredici stagioni consecutive in Serie A1, in cui ha disputato 347 partite e segnato 2000 punti netti.
La sintesi con la Nazionale Maggiore riporta ben 94 partite (357 punti), comprese le partecipazioni agli Europei di Ungheria 1997 e Polonia 1999 (11° posto in entrambi i tornei), fino all'ultimo Italia-vs-All Stars giocato il 30 novembre 2001 nella 'sua' Parma, un 'addio' condizionato dai problemi al ginocchio che hanno limitato la sua disponibilità ai soli impegni con il club. 
Dopo l'abbandono dei parquet e una parentesi a Sky come commentatrice del campionato femminile, ha messo a frutto la sua laurea diventando una stimata fisioterapista a Parma.

Famila Schio - campione d'Italia 2004/05 con coach Fabio Fossati; la formazione: Arnetoli, Caracciolo, Caselin, Cintia dos Santos, Consolini, Donaphin, Marcato, Masciadri, Moro, Pozzan, Rezoagli, Taylor. (foto familabasket.it)

Famila Schio - campione d'Italia 2005/06 con coach Fabio Fossati; la formazione: Ciampoli, Cintia dos Santos, Consolini, Donaphin, Grubin, Lasciala, Masciadri, Moro, Pizzolato, Pozzan, Ramon, Rezoagli, Taylor, Zambon, Zampella. (foto familabasket.it)

Marta Rezoagli in azione con la Nazionale Maggiore (foto archivio fip.it)