In questa sezione del museo puoi ripercorrere la storia delle più note società cestistiche milanesi.

Società


40 anni fa: GEAS è campione d'Europa

Il primo, storico successo del basket femminile italiano in campo internazionale è firmato dal GEAS Sesto S.Giovanni ed è datato 30 marzo 1978. Nella palestra di Nizza, la compagine di coach Fabio Guidoni sconfigge lo Sparta Praga per 74-66 e si fregia del titolo di squadra campione d'Europa; la classe di Mabel Bocchi, la lucidità in regia di Rosi Bozzolo e l'estrema efficacia di Rosa Battistella sono stati gli elementi fondamentali di una vittoria netta ed esaltante, un compendio di tecnica e sagacia ma che non ha nascosto tante emozioni. Il GEAS, che da tempo era ai vertici del basket femminile italiano, era alla ricerca di un 'colpo di teatro' che restasse definitivamente nei cuori e sulle pagine della storia della pallacanestro.

Nelle precedenti edizioni della Coppa dei Campioni, il GEAS si era arenato ben quattro volte in semifinale, l'ultima nella stagione 1976/77 nella quale il percorso fu fermato ancora dal Riga con due secche sconfitte.
In campo internazionale, la migliore performance delle sestesi fu la finale della Coppa delle Coppe 1974 (che dalla stagione successiva fu intitolata a Liliana Ronchetti) persa per soli due punti di margine nel doppio confronto con lo Spartak Leningrado, che di quella coppa vinse le prime quattro edizioni. Rispetto a questa precedente esperienza con alla guida coach Claudio Vandoni che poteva contare su Veger come 'straniera di coppa', la compagine di Fabio Guidoni era composta esclusivamente da italiane. Nello specifico il tecnico milanese, che sostituiva Dante Gurioli, si portò dalla GBC Sesto la giovanissima Maria Baldini in luogo di Fiorella Bongini.   

Il cammino del GEAS iniziò a fine novembre 1977 con gli ottavi di finale; confermando il pronostico, questo turno fu una formalità per il GEAS che sconfisse l'Elitzur TelAviv con ampio margine: 106-55 all'andata e 90-41 in Israele.

Nel gruppo B dei quarti di finale, il Geas trovò l'avversario più accreditato di tutta la competizione (lo Sparta Praga), le temibili rumene del IEFS Bucarest e il Vigo che però chiuse il girone senza vittorie. Iniziato il raggruppamento con il miglior risultato possibile (+19 al Bucarest), il Geas inciampò la settimana successiva sul campo di Praga (64-57); la squadra di Guidoni ebbe un brivido quando fu sconfitta (59-57) e raggiunta da Bucarest alla quarta giornata al secondo posto del girone con un bilancio di 2 vittorie e 2 sconfitte. La gara chiave fu il ritorno con lo Sparta, vinto con grandissima personalità (71-53) e suggellando il passaggio in semifinale con l'agevole vittoria con il Vigo (82-54) ancora tra le mura amiche.

Le semifinali furono un durissimo banco di prova: il Geas perse 54-53 in casa della Stella Rossa, sprecando un vantaggio di sette lunghezze all'intervallo, ma il giorno dopo a Sesto ribadì la propria supremazia conducendo per tutto l'incontro pur chiudendo con soli quattro punti di margine (56-52).

Nell'altra semifinale anche lo Sparta Praga riuscì a guadagnare il passaggio del turno con il minimo scarto: persa 61-60 la prima sfida in casa del Minor Pernik, le ragazze di coach Dobry riuscirono a ribaltare le sorti della serie vincendo in casa 71-69.

Si affrontarono quindi le due semifinaliste dell'edizione precedente, eliminate da Riga e Clermont Ferrand. A differenza del GEAS, lo Sparta Praga aveva già in bacheca una Coppa Campioni, conquistata nel 1975/76 quando al Daugawa Riga di Uliana Semionova fu imposto dalla Federazione Russa un anno di...preparazione alle Olimpiadi di Montreal dopo dodici anni di dominio ininterrotto. Le cecoslovacche si imposero sul Clermont Ferrand nell'ultima occasione in cui la finale fu disputata nell'arco di due partite.

Per la finale di Nizza, il GEAS era preoccupato dalle condizioni imperfette della caviglia di Sandon, mentre lo Sparta aveva già da tempo rinunciato al pivot Dousova in maternità.
Fu Mabel Bocchi a porre il suo marchio nelle battute iniziali dell'incontro; il suo bagaglio tecnico decisamente superiore non fu contenuto dalla difesa indoviduale messa in campo dallo Sparta, portando il suo bottino già a quota 14 al termine della prima frazione di gioco con un eloquente 6/7 dal campo. Se i canestri di Bocchi riuscirono a mantenere in contatto le sestesi (12-16 all'8'), furono i contropiedi di Dora Ciaccia e Rosi Bozzolo a generare il sorpasso (22-18 all'11'). Le campionesse d'Italia allungarono sul 33-28 al 17', grazie a un'ottima organizzazione difensiva, volta ad aiutare molto con le esterne nel presidiare la zona nevralgica vicino a canestro. Nel finale del primo tempo, qualche errore in attacco minò queste certezze difensive, consentendo a Tresnakova di confezionare un parziale di 9-3 che portò lo Sparta in vantaggio 37-36 all'intervallo.
All'inizio della ripresa, coach Guidoni azzeccò le due mosse perfette: difesa a zona e il ritorno di Rosa Battistella per spalleggiare Bocchi nei duelli di centro area. Il risultato fu fantastico: l'efficienza della friulana specie in attacco ebbe un peso specifico straordinario e il GEAS tornò avanti nel punteggio in pochi giri di lancette (44-39 al 23'). Lo Sparta accusò il colpo: senza riuscire a trovare una chiave per scardinare la difesa sestese, Praga ha pagato a caro prezzo il concentrarsi esclusivamente su Bocchi e Bozzolo, concedendo a Battistella di recuperare e trasformare in oro ogni pallone nel cuore dell'area cecoslovacca. Il 55-45 che giunse in concomitanza con l'uscita per falli di Klimesova fu il segnale che la discesa poteva iniziare. In questo frangente fu fondamentale la regia di Bozzolo che, sebbene braccata da Peklova con le maniere forti, dimostrò una forza mentale straordinaria e gestì al meglio le compagne senza alcuna flessione (59-49 al 33'). Due canestri da fuori di Silhova accesero una labile speranza per Praga fino al -4, ma un canestro importante di Sandon, due liberi di Bozzolo e l'ultima stoccata di Ciaccia all'ingresso dell'ultimo minuto ristabilirono definitivamente le distanze. Il GEAS finalmente regina d'Europa: nel tripudio dei tifosi sestesi che invasero il campo nizzardo, Mabel Bocchi, dopo aver tagliato la retina, dovette aspettare Rosi Bozzolo, ancora in tranche in panchina, per fare insieme, come era giusto che fosse, il solenne gesto di alzare la coppa.  

* Finale Coppa dei Campioni - 30 marzo 1978 - Nizza *
Geas Sesto x Sparta Praga 74-66 (36-37)
GEAS: Bozzolo 8, C.Tonelli 9, Ciaccia 11, Bocchi 22, Battistella 22, Sandon 2, Re, S.Tonelli, Cesati, Paoli, Fogliani, Baldini; coach Guidoni
Sparta: Silhova 8, Klimesova 14, Tresnakova 18, Cmmelikova, Peklova 2, Bubenicova, Hojerova 2, Menciova 4, Linartova 2, Kopechka 8, Hlacova, Hojsacova 8; coach Dobry
Arbitri: Turner (GB) e Varay (F).
Uscite per falli: Klimesova (SP) al 29' e Peklova (SP) al 36'

Il GEAS suggellò la sua stagione 'perfetta' vincendo nelle settimane successive il suo ottavo scudetto in nove stagioni, incamerando i punti necessari nel confronto diretto contro Torino, la più diretta concorrente.

Il trionfo del 1978 non fu solo un apripista ma tracciò la strada per il movimento cestistico femminile italiano che visse per anni ai massimi livelli europei: dopo Sesto sollevarono la Coppa dei Campioni anche Torino, Vicenza (5 volte), Priolo, Cesena e Como, mentre in Coppa Ronchetti diedero il loro contributo anche Milano e Parma. 

Geas Campione d’Europa 1977/78: 10 Marina Re, 7 Cristina Tonelli, 5 Lella Battistella, 4 Giusy Fogliani, 11 Mabel Bocchi, 13 Dora Ciaccia, 9 Wanda Sandon, 6 Rosi Bozzolo, 8 Maria Baldini, 12 Daniela Cesati

Mabel Bocchi con la Coppa dei Campioni 1977/78

Mabel Bocchi taglia la retina dopo la vittoria in finale di Coppa dei Campioni 1978 contro lo Sparta Praga

Rosi Bozzolo ai tempi del Geas