In questa sezione del museo puoi ripercorrere alcune tappe della storia del basket milanese dalle origini.

Storia milanese


Lo "spareggio" Simmenthal-Ignis 1961/62

L'ignis Varese si era via via rinforzata comperando giovani assi di grande spessore per cui aveva già vinto il suo primo scudetto nell'annata 1960/61, con un sola sconfitta (Virtus Bologna-Ignis 73-69).

L'anno dopo i varesini si trovano con una grossa grana ancora prima dell'inizio del torneo: Nane Vianello aveva preso accordi per il suo passaggio al Simmenthal, senza che l'Ignis ne fosse stata messa a conoscenza per cui Borghi aveva bloccato il nulla-osta del giocatore che, a norma di regolamento, per liberarsi dal vincolo doveva cessare l'attività per un anno.

L'Ignis comunque a fronte di una così perdita rilevante aveva acquistato da Livorno una forte ala/pivot, Sauro Bufalini, ed  un ottimo playmaker Franco Bertini. L'ungherese Lajos Toth, che nel frattempo aveva acquisito la cittadinanza italiana, poteva di nuovo essere schierato nelle fila varesine.

Il Simmenthal non era stato con le mani in mano e aveva prelevato dalla Virtus Bologna una ottima ala, Gianfranco Sardagna.

All'inizio della stagione il pronostico era aperto anche se favorita rimaneva  l'Ignis Varese; il campionato fu ovviamente appassionante anche perché le due compagini avevano perso, entrambe, tre soli incontri: il Simmenthal a Varese (94-78), a Biella (52-51) e a Padova (65-59) mentre l'Ignis a Cantù (90-76), inopinatamente in casa con la Virtus Bologna (96-90) e a Milano (81-76)

In realtà al termine del girone di andata, 14 gennaio 1962, le speranze del Simmenthal erano piuttosto malmesse in quanto aveva già perso tre partite mentre l'Ignis aveva subito solo una sconfitta, e sembrava di rivedere il copione dell'anno precedente con il Simmenthal fuori dai giochi già a Natale.

Invece una successiva sconfitta dei varesini di fronte a una continua serie di vittorie delle scarpette rosse aveva riacceso le speranze milanesi che proprio a fine stagione dovevano ricevere i rivali. Il successo delle scarpette rosse, il 1 Aprile 1962, nello scontro diretto aveva impattato la classifica e le ultime due gare non avevano modificato la situazione. Gavagnin, pivot varesino, si era aggiudicato il titolo di capocannoniere con 432 punti, con l'Ignis che aveva segnato 1872 punti incassandone 1532. Il Simmenthal era stato meno prolifico (1688 punti), ma più attento in difesa (1373 punti).

Spareggio, dunque, che si tenne Giovedi 19 Aprile 1962 a Bologna nel maestoso Palazzo dello Sport di P.za Azzarita.

La sfida, affascinante, aveva posto un grosso problema al pubblico locale: stare dalla parte dello nemico storico Simmenthal, quello che ormai da diversi anni aveva scucito lo scudetto dalle maglie delle "V nere" bolognesi, o invece prendere le parti del nuovo protagonista del campionato, quell'Ignis Varese che aveva allontanato la possibilità per i bolognesi di lottare per lo scudetto? Misteriosamente i bolognesi si schierarono con i milanesi, per cui a fronte di ben 7.000 presenti i tifosi varesini furono stimati a poco più di un migliaio.

Un po' di pretattica nei giorni precedenti, ma svelati dalla stampa: Bufalini non avrebbe giocato per via di un dolorosa ernia del disco mentre Sardagna sarebbe mancato a causa di un piede ingessato.

L'allenatore Garbosi dell'Ignis aveva portato la squadra in ritiro, a Bologna, già dalla domenica  precedente al termine dell'ultimo incontro disputato a Pesaro, mentre il Simmenthal si era presentato al palasport per l'allenamento di rito solo il giorno prima della gara.

Garbosi aveva dichiarato alla stampa: “Abbiamo un gioco rapido e sconvolgente, il ritmo è il nostro punto di forza, se riusciamo a contenere all'inizio il Simmenthal il gioco è fatto” mentre Rubini replicava “Nel girone di ritorno non abbiamo mai perso, siamo in piena forma. Non vedo proprio come l'Ignis ci possa battere, solo l'assenza di Sardagna potrebbe capovolgere una situazione chiaramente delineata”.

La sera della partita gran pienone, con bagarini in azione e telecamere RAI a riprendere il secondo tempo. Sorpresa iniziale: nei dieci atleti a referto, Garbosi aveva iscritto Bufalini, il quale mai e poi mai per le sue condizioni di salute avrebbe potuto mettere piede sul parquet. L'intenzione era nobile anche se giudicata presuntuosa: vincendo la partita, il nome di Bufalini sarebbe rimasto impresso tra gli “eroi” di quella serata. In realtà, dal punto di vista pratico, la  messa a referto o meno di Bufalini non poteva avere alcuna effettiva conseguenza per l'Ignis che non aveva alcuna riserva/juniores che potesse anche solo minimamente sostituire il giocatore.

La partita era iniziata con Velluti, Pieri, Vittori, Riminucci e Volpato per l'Olimpia, mentre l'Ignis schierava Gavagnin, Maggetti, Toth, Bertini e Gatti.

Iniziale vantaggio Simmenthal (11-7 al 5'), con contraffensiva gialloblu (11-13 al 10') e poi sostenziale equilibrio (23-25 al 15') sino alla fine del primo tempo (33-32).

II tempo vedeva Velluti, Pieri, Vittori, Riminucci e Ongaro G.D. per il Simmenthal, mentre l'Ignis metteva in campo Gavagnin, Zorzi, Toth, Bertini, Gatti.

Poco dopo si verificava l'uscita per falli di Velluti (al 24') con punteggio sempre in equilibrio (39-40 al 25'), ma poi il gioco in velocità del Simmenthal portava i milanesi in vantaggio (51-44 al 29'), anche se perdevano subito dopo il loro unico “lungo” Volpato (55-48 al 30'). Sul punteggio di 59-55, al 35', i varesini perdevano Gatti per falli. Poco dopo il tecnico Garbosi contestava vivacemente gli arbitri, ma questi ultimi -saggiamente ignoravano la protesta, non attribuendo fallo tecnico ed espulsione, così da non dare la stura ad ulteriori strascichi polemici. Al 37' Gavagnin doveva uscire per infortunio. Un Simmenthal scatenato, con un gioco rapido e ficcante, aveva affiancato al proprio trio delle meraviglie “Pieri, Riminucci, Vittori” i giovani Ongaro G.D. e Binda, che meritavano anch'essi gli applausi del pubblico.

I varesini, attanagliati da qualche mese in una involuzione tecnica, tattica e caratteriale, aveva mostrato di non essere più la corazzata dell'anno precedente e del girone di andata. Pur essendo un complesso di alto livello, con una panchina notevolmente più lunga in termini di campioni affermati rispetto ai milanesi, non aveva saputo mostrare anche nello spareggio, se non in rare occasioni, quella grinta necessaria per imporre la propria superiorità.

La partita si concludeva con il Simmenthal padrone del campo con punteggio finale 68-61.

A fine partita coach Rubini si era mostrato emozionato ma compassato. I giornali scrissero che negli spogliatoi il Principe era scoppiato in un pianto dirotto.

Comunque nel post partita dichiarò “Grande Pieri, per tre quarti la partita l'ha vinta lui. Ma non dimentico Velluti per quello che ha fatto all'inizio e Riminucci ammirevole sino alla fine”. Stranamente si era dimenticato di Vittori, capocannoniere della serata..

Lo spogliatoio varesino invece era ovviamente di umore nero, così come quello di coach Garbosi che dichiarò “uno degli arbitri, il sig. Luglini, ci ha palesemente danneggiati . Ci ha negato un canestro valido e ne ha, subito dopo, convalidato uno non regolare al Simmenthal. In quel momento eravamo in equilibrio, dopodiché nulla da fare per noi”.

E il dirigente varesino Giunco, invece anticipò l'insoddisfazione della società verso i propri giocatori e la sfiducia nell'allenatore, sentenziando  “dei nostri, solo Bertini è stato all'altezza del proprio valore. Gli altri, troppo nervosi, non hanno fatto altro che confermare, anche nell'occasione decisiva, la crisi che attanaglia da tempo la squadra”.

Parole che furono, in un certo senso, avvallate da una successiva dichiarazione di Garbosi: “Non c'era più armonia in squadra; salvo pochissime eccezioni, nei giocatori ha prevalso l'egoismo tanto che a subirne le conseguenze è stato il gioco”.

Ed infatti nella settimana successiva Garbosi fu dimissionato ed autorizzato a guidare la seconda squadra di Varese, la “Robur et Fides”, nello scontro promozione con la Gira Bologna decisiva per accedere alla massima serie.

In tale occasione l'Ignis concesse a Nane Vianello, fermo come abbiamo già detto dall'inizio del campionato, l'autorizzazione per indossare  la canottiera della “Robur et Fides” nello scontro con il Gira.

Giovedi 19 Aprile 1962 – ore 21.30
Bologna - Palazzo dello Sport

Simmenthal Milano – Ignis Varese  68–61  (33-22)

Simmenthal:  Velluti 8, Pieri 9, Gamba, Vittori 23, Riminucci 10, Volpato 6 ,Vescovo, Ongaro G.D. 12, Binda, Ongaro L. n.e.  -  Allenatore :  Rubini
T.l. 12/23   usciti 5 f: Velluti 24', Volpato 30', Pieri 39'
Ignis: Gavagnin 10, Maggetti 5, Toth 13, Bertini 17, Gatti 6, Zorzi 4, Nesti 2, Andreo 4, Bufalini n.e, Padovan n.e. - Allenatore: Garbosi
T.l.: 19/36    usciti 5 f: Gatti 35', Bertini 39',  uscito per inf.: Gavagnin 37'

Il Palazzo dello Sport di Bologna in fase di costruzione nel 1956

Formazione della Ignis Varese 1962/63

I tre goriziani del Simmenthal del 1961/62: Vescovo (12), Vittori (9) e Sardagna (5).

Bertini (5) dopo gli anni Ignis ritornò nella natia Pesaro, qui nel 1966 contro Cosmelli.

Sauro Bufalini

Gavagnin, Pieri e Bertini in occasione dello "spareggio" Simmenthal-Ignis del 1961/62