In questa sezione del museo puoi ripercorrere alcune tappe della storia del basket milanese dalle origini.

Storia milanese


Coppa Italia 1987: la vittoria prima di Losanna

La vittoria della Tracer Milano nella Coppa Italia con la finale a Bologna il 26 marzo 1987 assunse un valore intrinseco eccezionale se paragonato all'importanza di un torneo incastonato ai tempi tra le il campionato, le coppe europee e gli impegni della Nazionale Italiana. Fu infatti il primo dell'era 'McAdoo' e precedette di una sola settimana il trionfo milanese in Coppa Campioni a Losanna.

Nel remake della finale dell'anno precedente, la Tracer giocò con il piglio giusto e un'indole alla battaglia propedeutica all'impegno del successivo 2 aprile contro il Maccabi TelAviv. Entrambe le squadre ebbero un approccio molto 'carico', con la Scavolini Pesaro vogliosa di riscatto dopo la delusione della Finale di Coppa Coppe persa sette giorni prima contro il Cibona Zagabria e con le scorie della serie degli ottavi di finale del campionato ancora in corso contro il Bancoroma. La Tracer, quarta alla fine della Regular Season, fu esonerata da quel turno dei playoff, salvo incontrare proprio la Scavolini nei Quarti di finale alla quale concesse l'unica partita persa nella strada verso la conquista del terzo scudetto consecutivo.

Le squadre arrivarono all'epilogo bolognese scalando il tabellone a 32 squadre composto dalle formazioni di A1 e di A2: la Tracer battè nell'ordine Spondilatte Cremona (93-88), Annabella Pavia (107-91 il 24 settembre) nei primi due turni giocati sul campo avverso e poi Arexons Cantù (108-85) nei quarti e Cantine Riunite Reggio Emilia (106-89) in semifinale con Piero Montecchi alle ultime esibizioni in maglia reggiana prima del trasferimento a Milano.

Pesaro, dopo i primi turni con Fabriano (98-72) e Pescara (87-72) ebbe il merito di eliminare nei quarti la Dietor Bologna (82-81 in trasferta) ossia l'avversaria più pericolosa rimasta in tabellone, dopo la precoce uscita della DiVarese leader in campionato. Nelle semifinali la squadra di coach Sacco espugnò il PalaAllende di Livorno (sponda Libertas) con un perentorio 106-94.

Nello scontro finale sul parquet bolognese, il quintetto milanese, ormai con i meccanismi già ben oliati, giocò un primo tempo di assoluto dominio. Con Bob McAdoo autore di sette punti nei primi 90" di gioco, la Tracer conquistò presto un vantaggio cospicuo (28-17 all'8' e 36-18 al 10') scalfito temporaneamente da un controbreak pesarese di 15-2 con Frederick e Charlie Davis (38-33 al 13') in occasione del primo riposo concesso alla star di Greensboro. Tra i meneghini furono molto produttivi anche Fausto Bargna e Ken Barlow. Dopo la pausa (60-43) la Scavolini tornò ben rinfrancata con due accorgimenti tattici più ficcanti (Zampolini a colpire da lontano, in luogo del gioco interno di Ario Costa) e una difesa allungata vicina ai limiti del regolamento. I milanesi, coinvolti in un vortice di polemiche poco fruttuose, videro scendere il margine con le giocate di Magnifico e i problemi di falli di D'Antoni (77-65 al 27' e 77-72 al 30'). Messa alle strette, la Tracer reagì veemente con due azioni di pura potenza e sostanza di Roberto Premier e la riconquista di un vantaggio solo da gestire (87-80 al 38'). L'uscita per falli di McAdoo a 33" dal termine sul 95-91 non ebbe ulteriori ripercussioni sul risultato, per l'esultanza rabbiosa e consapevole di coach Dan Peterson.  

Finale - 26 marzo 1987 - PalaAzzarita Bologna

Olimpia Tracer Milano x Scavolini Pesaro 95-93 (60-43)
— Milano: Bargna 10, F.Boselli 3, Pittis, D'Antoni 10, Premier 15, Meneghin 7, Galllnari 1, Barlow 20. McAdoo 29, Governa ne; coach Peterson
- Pesaro: Gracis 5, Magnifico 25, Frederick 6, Ch.Davis 34, Zampolinl 13, Costa 7, Natali 3, Berti ne, Franco ne, Sonaglia ne; coach Sacco
Arbitri: Fiorito e Martolini